Goebbels

Carissimi Amanti dei libri,

pronti per scoprire un nuovo volto del male?

Forse, quello di oggi non è poi così sconosciuto, si tratta dell’insidioso Joseph Goebbels uno dei gerarchi nazisti più pericolosi del Terzo Reich, il secondo volto noto dopo Hitler.

La sua storia non inizia proprio bene… infatti sin dalla nascita si ritrovò a dover convivere con un difetto fisico che caratterizzo tutta la sua vita: una deformità al piede che si aggravò in seguito ad un’osteomielite infantile. Il risultato fu che zoppicò per tutta la vita e non potè partecipare attivamente alla prima guerra mondiale perché fu scartato. Grande umiliazione per lui!

Per non sfigurare con chi notava la sua zoppia disse di essere un veterano di guerra. Era noto per il suo trasferire imprese lavorative e sessuali, delusioni ed emozioni nei suoi diari, così come compaiono anche i suoi appunti personali e le note ossessive perché i suoi discorsi fossero impeccabili!

Al di là del suo problema fisico fu uno studente capace e volenteroso. Scriveva articoli e desiderava essere uno scrittore di successo ma non riuscì a coronare questo sogno. Grande frustrazione per il suo ego. Nel 1926 divenne un cieco seguace di Hitler e quest’ultimo lo nominò Gauleteir di Berlino con lo scopo principale di diffondere il nazionalsocialismo nella capitale e nel Paese. Impresa difficile a causa del so*cialismo e del co*munismo imperanti. Il suo impegno senza riserve però riuscì nell’intento.

Nel 1933 divenne ministro della Propaganda e mantenne questo incarico fino alla fine della sua vita.

Era un compito arduo e ad ampio spettro poiché avrebbe amministrato ogni canale di informazione attivo in quel momento storico: radio, stampa, teatro, cinema e sport… e instaurò una vera e propria dittatura dell’informazione e della cultura! Naturalmente ogni informazione era di carattere nazista… e fu quello slancio che serviva per rafforzare la popolarità di Hitler.

Fu l’artefice di numerosi roghi di libri e viene menzionato come l’artefice delle numerose campagne di arianizzaz*ione…e di conseguente o*dio contro la popolazione ebrea.

Era un manipolatore, forse uno dei peggiori mai esistiti.

In lui c’era la voglia di essere il migliore agli occhi di Hitler e per questo lui e gli altri collaboratori di Hitler erano sempre in competizione… e quanti colpi bassi si infliggevano reciprocamente lui, Himmler e Göring.

Visse per Hitler e morì per Hitler.

Lui e la moglie decisero di seguire il Fürher nell’oblio. E portarono con loro anche i sei figli.

Un suicid*io altruista o allargato, compiuto per amore, perché non aveva più senso vivere senza la presenza di Hitler, senza quell’ideale condiviso a cui avevano dato tutta l’anima.

Una follia. Un folle, un mostro, un tiranno, un uomo che non merita tale appellativo o un grande stratega che voleva essere ricordato? Non so, giudicate voi, io provo solo molta compassione.

Roberta Salis

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