Tamerlano

Carissimi Amanti dei libri,

oggi vi presento un volto del male, un conquistatore, un tiranno, un assassino e un devastatore vissuto tra il XIV e il XV secolo: Tamerlano.

Mai sentito, vero? Neanche io!

Ma vediamo insieme qualche tratto caratteristico di questa figura storica.

Tamerlano era conosciuto anche come Timur “lo zoppo” ma odiava che qualcuno si riferisse a lui con questo appellativo. Il suo impero fu costruito sulla devastazione e il terrore che infliggeva. Se voleva essere rispettato e scoraggiare gli infedeli doveva essere crudele, non poteva tentennare o dimostrarsi insicuro!

Era uno stratega eccellente e si considerava discendente della stirpe di Genghis Khan. Con il suo esercito fu protagonista di tante campagne militari di successo del medioevo, soprattutto, quando veniva a conoscenza delle divisioni presenti nel regno di qualche città che voleva conquistare. Era un nomade ma fu anche costruttore di magnifici edifici oltre che protettore di coloro che diffondevano la cultura: scienziati, letterati, artisti. Gli edifici costruiti più famosi furono Kesh e Samarcanda.

I titoli con cui si faceva chiamare erano emiro e khagan, ossia genero imperiale.

Se da una parte le sue conquiste militari lo portarono ad essere considerato un eroe, dall’altra… ben si potrebbe definire uno sciacallo assetato di sangue. Ogni sua conquista lasciava una scia di sangue e devastazione senza precedenti. Pare che la stima delle vittime sia di circa 17 milioni tra civili e militari, non risparmiava nemmeno i bambini!

Sorvolo sulle torture che infliggeva alle persone e cosa faceva con le loro teste.

Un elemento particolare di Tamerlano era il fatto di far viaggiare insieme al suo esercito anche dei cronisti perché potessero prendere nota delle sue gesta in battaglia… in realtà, le sue conquiste erano una sorta di innumerevole mucchio di atrocità, rapine e saccheggi.

Tutta la sua vita trascorse nei campi di battaglia, conquistò il controllo dell’Asia centrale (1370-1385), soggiogò l’Orda d’Oro dell’Anatolia e l’Estremo Oriente sconfiggendo mamelucchi e ottomani (1385-1395) e infine, si dedicò all’espansione verso l’India (1398 – 1399).

Il suo sogno era però quello di conquistare la Cina, ma non ci riuscì perché la morte lo colse lungo il viaggio.

Un altro personaggio da brividi.

Un altro folle che si sentiva protetto e inviato da dio per sterminare innocenti.

E chissà quanti altri personaggi incontreremo con una pietra al posto del cuore.

Roberta Salis

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