Fai attenzione alle parole…

“Fai sempre attenzione alle tue parole…

Pensale, pesale, pronunciale solo

se pensi siano costruttive, utili, necessarie.

Altrimenti, taci.

Umiliare, affondare, ferire gli altri

non ti rende migliore di coloro che ti hanno ferito!”.

Roberta Salis©

 

Cara Anima Amica,

quanta violenza verbale respiriamo oggi…

Quanta aggressività, quanta durezza nelle parole, quanta cattiveria.

Quanta voglia di ferire, vendicarsi o, semplicemente, umiliare gli altri…

Perché stiamo indurendo il nostro cuore?

Eppure, tutti sappiamo cosa vuol dire essere uccisi dalle parole.

Fa male.

Non si dimentica.

Forse, non si guarisce mai.

Certe parole scavano così nel profondo da farci precipitare.

Cerchiamo di curare il nostro linguaggio,

le parole che usiamo dicono chi siamo,

dicono ciò che ci abita nel profondo…

Cosa dicono le tue parole? Ti ascolti mai?

Perché tutti dovremmo avere più cura di noi stessi e degli altri

e iniziare dalle parole potrebbe essere il primo passo.

Un passo importante per regalare amore a quest’umanità resa cieca dall’egoismo.

Abbi cura delle parole che usi…

Mi impegno anche io con te!

Per favore!

Roberta Salis

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Anima bella

Anima bella sorridi,

apri le braccia alla vita,

lascia che anche lei ti abbracci,

lasciati stringere per tutte le volte che ti sei fatta male,

per le parole che ti hanno ferita,

per i gesti che hai aspettato invano,

per le speranze coltivate e mai realizzate…

 

Anima bella risplendi,

spalanca l’anima al nuovo giorno,

lascia che entri un raggio di sole,

lascia che la luce riscaldi le amarezze,

permettiti di amare come sai fare tu…

 

Anima bella rialzati,

nessuna caduta ti indebolirà,

nessun disprezzo spegnerà la tua luce,

nessuna critica ti ruberà la bellezza…

 

Sei bella perché sei vera,

sei bella perché non smetti di amare,

sei bella perché nemmeno al buio smetti di brillare,

sei bella, sai perché?

Perché la tua bellezza viene da dentro

e né fango né polvere sporcano ciò che sei.

Ora devi solo imparare a guardarti con occhi nuovi

e a vedere la tua anima bella!

Roberta Salis©______25.08.2022

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Molte maschere e pochi volti

La trasparenza è una rarità,

la correttezza è come una sorgente nel deserto,

la coerenza è un’oasi nel nulla…

 

Più vivi più ti scontri con la realtà…

Apparenza,

Indifferenza,

Ignoranza,

Apatia.

Pochi incontri, molti scontri…

Molte maschere e pochi volti.

 

Amici che diventano perfetti sconosciuti,

speranze vane,

promesse al vento,

sorrisi che nascondono veleno,

affetto sprecato,

rapporti che durano il tempo di un favore,

di una stagione,

di un misero interesse.

 

Convenienza,

opportunismo,

opulenza,

ostentazione,

ci si mostra diversi da ciò che siamo…

 

Abbiamo paura.

 

Molte maschere e pochi volti,

quanti dubbi,

non mi fido,

non rischio,

ti ignoro e sopravvivo,

ma questo è vivere?

Molte maschere e pochi volti…

Dov’è finita la vita?

Dov’è finita l’umanità?

Dove ci siamo persi?

Perché nascondiamo i nostri volti?

Roberta Salis©____5.08.2022

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Uno studio in rosso

Autore: Sir Arthur Ignatius Conan Doyle

Traduttore: Giancarlo Carlotti

Edito da Feltrinelli

Pubblicato nel marzo 2015

Pag. 176

 

 

DESCRIZIONE DEL LIBRO

Pubblicato nel 1887, “Uno studio in rosso” è il primo romanzo (di quattro) in cui compare a tutto tondo il personaggio di Sherlock Holmes. Affiancato dal medico John Watson, congedato dall’esercito per una ferita, l’investigatore inglese si contraddistingue per le straordinarie competenze in chimica e anatomia e l’incredibile capacità deduttiva, messa in atto a partire da pochi particolari fisici o da dettagli relativi all’abbigliamento. “Uno studio in rosso” si incentra sul misterioso omicidio di un uomo, trovato morto in una casa con accanto un anello nuziale da donna e la scritta “Rache” (vendetta, in tedesco) sul muro. In questo primo romanzo sono già presenti quasi tutti gli elementi che renderanno immortale la figura di Sherlock Holmes: la città di Londra avvolta in una nebbia fitta e impenetrabile, il compagno di avventure Watson, emblema del punto di vista dell’uomo comune, e chiaramente lui, Holmes, che in breve tempo comincerà a vivere di vita propria, tanto da ispirare una sterminata produzione cinematografica e televisiva.

 

RECENSIONE

Carissimi Amanti dei libri,

Con il GDL #classicsinfriendship abbiamo letto “Uno studio in rosso” di Sir Arthur Conan Doyle, ovvero il primo libro in cui appare l’affascinante e carismatico personaggio di Sherlock Holmes. Questo libro è un classico del genere giallo ma, se amate Agatha Christie, qui troverete un altro stile… forse un po’ più leggero ma non per questo meno coinvolgente.

In questo primo libro avviene l’incontro con il suo amico e compagno di avventure, il Dottor Watson, un medico militare che ha prestato il suo servizio in Afghanistan. No, Watson non lo dice ma Holmes lo capirà da una stretta di mano… E già da qui si capisce che tipetto sia Sherlock Holmes e soprattutto che intuito fino e che attenzione ai dettagli lo contraddistingua!

Sin da subito è divertente notare le loro differenze caratteriali ma è proprio grazie a queste che diventeranno una coppia affiatata e celebre.

Giusto il tempo che un amico in comune presenti Watson a Holmes che nel romanzo viene annunciato un omicidio.

La vittima viene trovata in una casa in cui non vive nessuno da tempo e si tratta di un certo Enoch J. Drebber… nella stanza in cui è avvenuto l’omicidio ci sono impronte, c’è del sangue è una strana scritta: “Rache”… sarà un nome incompleto o una parola in un’altra lingua? Perché c’è tutto quel sangue se il cadavere non presenta ferite?

Bel mistero! Mistero che si infittisce quando dopo alcuni giorni viene trovato un secondo cadavere… legato alla prima vittima…

Scotland Yard attraverso gli indizi non riuscirà a risolvere il caso e avrà bisogno del re dei dettagli che passano inosservati: Sherlock Holmes… che con i suoi ragionamenti e la sua logica spesso fuori dal comune arriverà a risolvere il caso. Ma per farlo occorrerà fare un salto nel passato e arrivare in un luogo abitato da mormoni e dalle loro leggi infrangibili!

Una lettura che scorre con piacere e che mostra il punto di vista dei vari protagonisti, anche se Sherlock Holmes sarà sempre colui che fala differenza.

Consigliato per chi ha voglia di un giallo senza pretese, un classico che si finisce con la voglia di continuare a conoscere le avventure di questo strano detective e del suo fidato compagno, Watson…

A me è piaciuto molto e sono curiosa di approfondire questo personaggio che continua a entusiasmare tanti.

Consigliato!!!

Roberta Salis

 

 

 

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Ramses II e Nefertari

Carissimi Amanti dei libri,

nel nuovo volume della collana “Amori eterni” facciamo un salto nel passato in una delle civiltà più feconde e affascinanti della storia: l’Antico Egitto. In questo contesto storico è vissuta una coppia il cui amore ha attraversato i secoli: Ramses II e Nefertari.

Ramses era figlio del sovrano Seti I, destinato al potere, ad essere servito, alla fama, a far parlare di sé.

Nefertari non discendeva da una dinastia regale, probabilmente era destinata all’invisibilità.

Sono due giovani che si amano al primo sguardo ma nessuno dei due conosce la storia e la provenienza dell’altro. Guardarsi di nascosto fa sussultare i loro cuori.

Il loro amore è nato per caso ma si è insinuato nei loro pensieri, è fatto di sguardi rubati e tanta timidezza, di incertezze e di promesse… di lontananza e di paura che uno dei due possa dimenticare l’altro perché quando si è molto giovani il cuore brucia in fretta e, spesso, dimentica ciò per cui un attimo prima batteva.

In una cornice storica che desta sempre immensa curiosità, la favola di Ramses II e Nefertari diventa realtà, fa sognare, fa pensare che la vita fa quello che vuole e può davvero stravolgere il destino dell’umanità, fa innamorare anche due persone che apparentemente sarebbe impossibile poter mettere l’uno vicino all’altra.

Con Ramses II e Nefertari l’impossibile diventa possibile!

Il destino fece in modo che diventassero sposi e insieme scrissero la storia, infatti…

Ramses II diventa, forse, uno dei faraoni più importanti della storia d’Egitto, il suo potere è di origine divina e il suo regno sarà magnifico soprattutto per tutti gli edifici architettonici e le tombe che fece costruire ma anche per le sue imprese militari.

Nefertari, invece, diventa la Grande Sposa Reale, non solo era bella ama anche determinata e capace di dare dei consigli validi al marito quando occorreva stilare nuovi atti di governo.

Sì, certo, Ramses aveva tante altre donne e concubine sotto il suo tetto con cui far crescere la sua famiglia ed espandere il suo potere, ma non amò mai nessuna come Nefertari.

Nemmeno Isinofret, l’altra sposa di Ramses II, aveva la considerazione e l’amore che il faraone nutriva per Nefertari… e finì per passare in secondo piano, per essere allontanata e in certi momenti dimenticata.

Non è facile dare voce a questa coppia, non è facile esprimere la bellezza che emana la loro storia d’amore… certo, per noi sarebbe inconcepibile dividere l’amato con altre donne o permettergli di moltiplicare la sua discendenza con altre donne senza dire una parola ma con la certezza di avere il suo cuore… eppure, Nefertari ci riuscì… e coraggiosamente. Eh sì, Nefertari fu regina anche in questo…

Una cosa è certa, continueremo a sentire parlare di loro e il loro amore continuerà a scrivere l’eternità così come le costruzioni tombali in cui riposano le loro spoglie mortali e su cui mai si smetterà di lodare la loro magnificenza.

Affascinante, coinvolgente e impattante per la delicatezza dell’amore che questa coppia ha saputo regalarsi sin dal primo sguardo…

Roberta Salis

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Il pensiero di oggi, 5 dicembre 2022

Buona settimana, Anima Amica,

spero che il weekend ti abbia portato serenità e pace per il cuore.

Quanto si vive meglio quando il cuore è in pace,

quando lasciamo andare le paure inutili,

quando ci sentiamo solidali con tutti,

quando mettiamo da parte i giudizi, i rancori, le divisioni.

Sembra quasi di rinascere…

Ognuno di noi, ogni giorno, lotta contro tante cose: la malattia, il dolore, le paure, le parole che fanno male…

Un pizzico di comprensione in più non guasta, verso gli altri e verso noi stessi.

Siamo tutti nella stessa strada… cerchiamo di guardarci con amore,

abbassiamo le barricate dell’indifferenza, abbiamo tutti bisogno di uno sguardo d’amore!

Buona giornata e un abbraccio…

Roberta Salis

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Romanzo di un naufragio

Autore: Pablo Trincia

Edito da Einaudi

Collana: Einaudi. Stile libero extra

Pubblicato nel gennaio 2022

Pag. 256

 

 

DESCRIZIONE DEL LIBRO

La Costa Concordia, la più grande nave passeggeri ad aver mai fatto naufragio. Una vicenda gigantesca che racchiude centinaia di storie: storie di coraggio e di viltà, di vite spezzate e di imprevedibili nuovi inizi.

 

Un secolo esatto dopo l’affondamento del Titanic, la punta di diamante della flotta di Costa Crociere percorre il Mediterraneo in senso antiorario. A bordo, piú di quattromila persone di 64 nazionalità diverse. Ci sono coppie in viaggio di nozze, famiglie riunite per una ricorrenza, persino un gruppo di parrucchieri che deve partecipare a un reality. E oltre mille membri dell’equipaggio, molti dei quali provenienti da Paesi poveri e lontani. La sera del 13 gennaio 2012 – quella in cui la Concordia urta degli scogli vicino all’isola del Giglio, finendo sotto gli occhi del mondo intero – ha segnato le esistenze di tutti loro. Da grande narratore, Pablo Trincia racconta lo splendore del divertimento a bordo e il trauma dell’impatto, lo smarrimento e la lotta per la sopravvivenza. Conflitti e alleanze generati da una tragedia ricostruita attraverso testimonianze uniche, come quella dei sommozzatori che si sono addentrati nei vani spettrali della nave, trovando un universo sommerso di valigie, scarpe, lenzuola, corpi. Come quella degli abitanti del Giglio, che hanno visto una folla di disperati riversarsi sul loro piccolo molo e, per accoglierla, hanno aperto senza esitazione le porte delle proprie case.

 

RECENSIONE

Carissimi Amanti dei libri,

è il 13 gennaio del 2012,

una nave da crociera,

divertimento, relax, una vacanza alternativa,

oltre 4 mila persone a bordo,

una città galleggiante,

sono passati 100 anni dal naufragio del Titanic, ma spesso la storia si ripete…

Una rotta non prevista,

l’impatto con lo scoglio più piccolo delle Scole,

il fianco della nave si squarcia…

 

In una narrazione magistrale, Pablo Trincia ci porta attraverso il suo “Romanzo di un naufragio” a vivere la maestosità della più grande nave da crociera realizzata in Italia, ci fa salire a bordo con i passeggeri e vivere le loro emozioni. Sei mai stato in crociera? Perché se ci sei stato sarà più facile comprendere ciò che si narra.

I divertimenti a bordo, l’area relax, la musica ovunque, il cinema, il teatro, chi per la prima volta vive l’esperienza della crociera, chi finalmente riesce a viaggiare con tutta la famiglia, chi ha bisogno di relax o vuole celebrare una ricorrenza… e lo fa in modo diverso. Ci sono poi i membri dell’equipaggio che corrono da una parte all’altra della nave per garantire un servizio efficiente, la pulizia degli ambienti, il cibo sempre fresco e a disposizione di tutti… membri dell’equipaggio che spesso vengono da zone molto povere ma che grazie al lavoro sulla nave da crociera possono guadagnare di più e aiutare la famiglia.

E poi ci sono gli uomini al comando pronti a garantire la sicurezza della crociera…

Dall’emozione e il divertimento alla tragedia è un attimo, un attimo che dura pochi secondi, il tempo dell’impatto che da esperienza di relax diventa lotta alla sopravvivenza, istinto primordiale di salvezza personale, voglia di vivere…

Lo sgomento, il terrore, la paura di perdere i propri cari, l’attesa di informazioni e poi il buio. Il senso di panico e di smarrimento attanaglia tutti, si cerca la salvezza…

Pablo Trincia narra attraverso la voce dei protagonisti della tragedia, quelli che si sono salvati, i soccorritori e gli abitanti dell’Isola del Giglio la lunga notte del naufragio, una ferita che sanguina anche dopo molti anni… il peso del ricordo, il peso di chi ha perso tutto, il peso di chi non c’è più. Tante vite, tanti racconti di un’unica esperienza, il dolore di raccontarlo pensando a cosa si sarebbe potuto fare per evitare di perdere vite preziose…

Il dolore che unisce chi è rimasto, la gratitudine per la generosità degli abitanti dell’Isola del Giglio, il coraggio dei soccorritori e di chi si è speso per aiutare chi era in difficoltà…

Questo libro mi ha scossa, travolta, commossa fino alle lacrime, le storie vere come sapete mi coinvolgono fino al midollo… e qui ho trovato mille sfumature di umanità: spaventata, ferita, arrabbiata, generosa fino allo stremo. Impossibile restare impassibile, impossibile non sentirsi su quella nave…

Mi sono sentita spesso sul filo del rasoio come se stessi leggendo un thriller e ho percepito l’angoscia delle vittime. Meraviglioso e doloroso, intenso e spietato, vero, coinvolgente e illuminante… per chi vuole conoscere cosa è successo la notte del 13 gennaio del 2012!

Roberta Salis

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Il pensiero di oggi, 2 dicembre 2022

Buon venerdì, Anima Amica…

Prima del weekend desidero regalarti una frase che ti accompagni in questi giorni,

una frase che ti accarezzi il cuore e che possa rileggere quando ne hai bisogno:

 

“Il mio scopo nella vita? Fare solo cose positive”.

 – Zendaya –

Bella, vero? Semplice, diretta, d’effetto…

Non sarebbe bello vivere sempre così? Io ci voglio provare, anzi, a dire il vero ci sto provando da un po’!

Quanto più leggera è la vita.

Ti auguro un sereno fine settimana e solo cose belle.

Un abbraccio

Roberta Salis

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Il pensiero di oggi, 1° dicembre 2022

Benvenuto dicembre e buon nuovo giorno, Anima Amica…

Come passa veloce il tempo,

soprattutto quando lo si vive intensamente,

con il cuore grato e con il desiderio di cercare di dare il meglio di noi stessi.

Le difficoltà non mancano, certo!

Personalmente, però, mi dà gioia dedicare più tempo e spazio a tutto il resto e…

anche le difficoltà si risolvono da sole perché spesso sono solo nella nostra testa,

spesso vediamo problemi anche dove non esistono e ci complichiamo inutilmente la vita.

Siamo semplici…

Sempre di più…

Iniziamo ora!

Un abbraccio.

Roberta Salis

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Mao Zedong

Carissimi Amanti dei libri,

pronti a volare in Oriente?

Oggi, conosciamo un volto del male che ha sconvolto la vita della Cina: Mao Zedong.

Personaggio senza cuore che, però, non si è mai macchiato di nessun delitto compiuto con le sue stesse mani, infatti non ci sono prove in merito, ma che ha monopolizzato un’intera nazione con un lavaggio del cervello senza eguali a cui nessuno si ribellò. 600 milioni di persone si lasciarono abbindolare da questo personaggio e guai a chi osasse ribellarsi!

Viene, addirittura, paragonato a Stalin e Hitler per la durezza della dittatura che instaurò in Cina e che provocò, in tempi di pace, circa 70 milioni di morti. Fu poeta, filosofo, una persona colta con idee sempre molto radicali e spesso strane che mise a servizio della politica. La sua politica. Dal 1943 fino al giorno della sua morte fu il presidente del Partito Comunista Cinese.

Fu l’ideatore e l’esecutore del grande balzo in avanti e alleandosi con l’Unione Sovietica lanciò la grande rivoluzione culturale nel 1963 che costò la vita a milioni di persone e infinite furono le persecuzioni, i massacri e le torture che avvennero. Il “balzo in avanti” consistette nel collettivizzare l’agricoltura con lo scopo di compire una rapida industrializzazione della Cina convertendo i contadini in operai ma questo portò alla morte di milioni di persone a causa della carestia di generi alimentari.

Oltre alla fame ci fu la soppressione di chi osava ribellarsi.

Perché Mao aveva una tolleranza pari a zero!

Con la riforma agraria si ebbe un clima di autentico terrore che portò alle uccisioni di massa di proprietari terrieri, controrivoluzionari e l’istituzione dei lavori forzati. Furono decine di milioni le persone che morirono…

Oltre a ciò vigeva un pressante e assoluto controllo delle informazioni a cui la popolazione aveva accesso e non c’era spazio per le libertà personali. Mao Zedong era ossessionato dai traditori e non si fidava nemmeno di sua moglie! Questa è una caratteristica che abbiamo evidenziato anche in altri volti del male.

Fece della violenza la sua fede e non si curava se per ottenere quello che voleva avrebbe dovuto sterminare mezza Cina, era sadico, non aveva scrupoli, e ciò che fa riflettere e che oggi, il suo comportamento viene giudicato come se avesse commesso dei semplici errori… e tutte le vite che i suoi semplici errori hanno spazzato via? E il fatto che il suo lascito sia un Paese che non ha mai più gustato il sapore della libertà?

Da brividi.

Mi sconvolge constatare che si giustifichi un operato così crudele e che non si dia giustizia tutte le vittime, a quei milioni senza volto che verranno dimenticati con il tempo…

Roberta Salis

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