Lucrezia Borgia & Alfonso D’Aragona

Carissimi Amanti dei libri,

oggi la collana “Amori eterni” ci presenta la storia di una coppia che, a me personalmente, ha suscitato tanta tenerezza… nonostante la nomea della donna… che, chissà, con questo volume farà ricredere a molti!

Il contesto è bellissimo, siamo nell’epoca del Rinascimento e…

parliamo di Lucrezia Borgia & Alfonso D’Aragona…

Giovani e belli, figli di famiglie potenti e ricche che hanno scritto la storia…

Un matrimonio combinato per convenienza di entrambe le famiglie, come spesso avveniva in quel tempo, ma che al di là dei giochi politici fece inaspettatamente scoccare la scintilla nei loro cuori e finirono per amarsi davvero!

E quando l’amore diventa il protagonista, il cuore trova riposo…

 

Un amore delicato,

un amore in cui l’uno desiderava solo il bene dell’altra,

un amore pieno di passione e desiderio,

due cuori che riuscirono ad essere una sola anima…

Un amore bello come tutto ciò che nacque nel Rinascimento.

Questo volume dà l’occasione di vedere una Lucrezia Borgia molto diversa da come di solito è stata dipinta… in lei è presente tanta dolcezza, maternità e premura…

Così come è meraviglioso vedere quanto è presente Alfonso d’Aragona con la sua sposa… lui che nella storia è sempre stato messo in secondo piano qui trova la giusta collocazione.

Insieme sono il segno che nulla serve se non la voglia di amarsi e nulla conta di più!

Una storia d’amore imperdibile fatta di delicatezza, rispetto e in cui, come capita spesso nelle famiglie, non mancano gli intrighi, i dispetti e qui… anche le gravi offese che spezzano vite…

Una storia d’amore in cui il passato viene cancellato a suon di amore e fiducia nella coppia, dove non conta ciò che si dice ma ciò che gli occhi del cuore riescono a scorgere in chi si ama e che nessun altro può vedere…

Bellissimi e dolcissimi, una carezza vedere la purezza del loro amore e il desiderio dei loro gesti, la libertà che si regalarono e l’attenzione al bene reciproco!

Roberta Salis

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Simon De Montfort

Carissimi Amanti dei libri,

oggi facciamo un salto indietro di molti secoli…

il volto del male che conosciamo oggi è vissuto al tempo delle Crociate e si tratta di Simon de Montfort…

Questo condottiero, per alcuni fu un martire della Fede e per altri un vero e proprio demone, dipende da come si osserva la sua storia!

Era un cristiano convinto che voleva combattere gli eretici e reputava giusta e santa la sua causa anche se queto significò la morte di centinaia e centinaia di persone senza pietà e senza guardare in faccia che si trattasse di uomini o di bambini. Come poteva dubitare se anche il papa sosteneva le sue azioni?

Combatteva contro i catari, considerati eretici, esseri diabolici che andavano contro la legge di Cristo e che potevano diffondere una dottrina dannosa per le anime, doveva sterminarli tutti! Per farlo si sentiva forte della forza di Dio, si sentiva protetto, scelto per quella missione…

Visse in un periodo controverso dal punto di vista religioso e politico, era un momento storico in cui la Chiesa cattolica combatteva contro gli infedeli e gli eretici e utilizzava spesso mezzi che potrebbero scandalizzarci oggi come i sacramenti scambiati come merci oppure l’indulgenza totale dei peccati per le atrocità commesse contro i catari. Chi apparteneva alla Chiesa di Dio non poteva accettare un abominio come quello dei catari che metteva in discussione mille anni di cristianesimo!

Monfort era convinto di essere nel giusto e di lottare per Cristo… e se si considera che la Chiesa accettava qualunque mezzo per difendere il cristianesimo, sarà più facile comprendere la foga con cui si batteva questo uomo di fede!

Giusto o sbagliato… restano le tante vite sterminate che non hanno più un nome con il passare del tempo, mentre la sua impresa resta nella storia…

Fa riflettere quanto in nome della fede molte vite siano state spezzate! Fa riflettere come una fede possa trasformare le persone in santi o demoni… e creare barriere, al tempo delle Crociate e anche oggi.

Roberta Salis

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Apnea

Autori: Luca Cari – Virginia Piccolillo

Edito da Mondadori

Pubblicato nel gennaio 2022

Pag. 129

 

DESCRIZIONE DEL LIBRO

“Siamo finalmente saliti in cima alla nave, ma non è facile starci. La nave dà grossi scossoni e restare in piedi sulla murata liscia come una lastra di ghiaccio è complicato. Il rumore del ferro che striscia contro la roccia è un gemito che dice tutto. La nave sta andando a fondo. Non so che fine faremo.” Albi. Andre. Bartolo. Beppe. Bronco. Lallo. Massi. Trap. Sono i soprannomi degli otto pompieri saliti a bordo della Costa Concordia mentre imbarcava acqua dopo un inchino suicida a soli novanta metri dall’isola del Giglio, all’altezza degli scogli della Gabbianara. Era il 13 gennaio 2012, ultima tappa della crociera “Profumo d’agrumi”. In Apnea, per la prima volta, la tragedia della Concordia viene raccontata dalla viva voce di chi ha strappato a morte certa centinaia di persone ferite, intrappolate, smarrite e in molti casi abbandonate a loro stesse durante le manovre di evacuazione. Nessuno di quei vigili del fuoco altamente specializzati vuole oggi sentirsi chiamare eroe, perché chi fa quel mestiere è allenato nel corpo e nella mente ad affrontare situazioni drammatiche e lo vive come la normalità. Eppure leggendo le gesta di questi uomini, resi ciechi dal buio della notte e frustati dal mare mosso, è evidente che hanno compiuto qualcosa di eccezionale, di totalmente al di fuori della norma. Mentre l’enorme scafo della Concordia scivolava verso il fondo del mare con scricchiolii e spaventosi tonfi, in completo blackout e inclinata sul lato di dritta, i nove pompieri hanno dato anima, cuore e braccia per individuare e soccorrere tutti i sopravvissuti che non erano riusciti a mettersi in salvo dopo l’ordine di abbandonare la nave. Sempre in squadra, lavorando senza tregua, senza rifiatare un solo istante, ricorrendo anche alla fantasia di fronte agli ostacoli imprevedibili, trascinando di peso persone immobilizzate e terrorizzate, Albi, Andre, Bartolo, Beppe, Bronco, Lallo, Massi, Trap hanno soccorso, aiutato e liberato gli involontari prigionieri del disastro nautico, fermandosi solo quando il loro comandante ha decretato la fine dell’operazione. A distanza di dieci anni dall’evento gli otto co-protagonisti, insieme al loro comandante, svelano cosa è successo veramente dentro le viscere della Costa Concordia, una città galleggiante che trasportava oltre quattromila persone fra passeggeri e personale di bordo. Un racconto corale coinvolgente, emozionante, tremendamente vero, che fino a ora è rimasto silenziosamente custodito soltanto nei loro cuori, in un’apnea della memoria.

 

RECENSIONE

Isola del Giglio… chissà se vi viene in mente qualcosa di particolare…

 

Carissimi Amanti dei libri,

come sapete, nel gennaio del 2012 tutte le testate giornalistiche italiane hanno riportato la notizia del naufragio della Costa Concordia in cui 32 persone hanno perso la vita e tanti sono stati i danni dal punto di vista ambientale ma anche psicologico e fisico per tanti naufraghi. Per mesi giornali e telegiornali, talk shows e documentari hanno richiamato l’attenzione su quella notte del 13 gennaio… una lunga notte…

Ecco, oggi vi parlo del naufragio della Costa Concordia vissuto da un punto di vista inedito: quello di coloro che si sono prodigati nel salvataggio dei passeggeri e dell’equipaggio… perché non solo le vittime del naufragio hanno rischiato la vita ma anche chi ha dovuto organizzare i soccorsi in una situazione così grave e in corsa contro il tempo. Una situazione completamente nuova e diversa dalle precedenti, un disastro mai visto nel territorio italiano, una tragedia che potrebbe avere avuto conseguenze ancora peggiori senza l’intervento e la mobilitazione di numerosi professionisti del salvataggio… ma qui in particolare si parlerà di una squadra speciale!

Il libro si intitola “Apnea” ed è stato scritto da Luca Cari e Virginia Piccolillo… le voci di questo libro sono di coloro che hanno vissuto in prima persona la disperata impresa di salvare la vita delle oltre 4 mila persone tra passeggeri e membri dell’equipaggio: gli 8 vigili del fuoco che sono andati contro il tempo, le loro paure e che hanno rischiato la vita per trarre in salvo il maggior numero di persone.

Una narrazione che gli autori lasciano alle voci di Albi, Andre, Bartolo, Beppe, Bronco, Lallo, Massi e Trap, questi i soprannomi di questi uomini addestrati a rischiare la loro vita per salvarne altre… qui troverete le loro emozioni, le loro paure, la sofferenza di sentirsi impotenti senza l’aiuto dei propri compagni di squadra, il dover andare al di là delle proprie condizioni fisiche e mentali perché ogni minuto è prezioso e può essere fatale per qualcuno.

Quella tragedia del 2012 ha segnato la vita di questi eroi e vi assicuro che sarà difficile non commuovervi o non percepire la sensazione di essere lì con loro. Divorerete queste pagine e forse, come me, non le dimenticherete più…

Un libro che ci mette davanti una tragedia della storia italiana ma anche il coraggio di chi ogni giorno mette la propria vita a servizio di chi ha bisogno e spesso in situazioni disperate. Un pugno nello stomaco, una donazione di se stessi incondizionata che edifica, commuove e fa riflettere.

Ho divorato queste pagine, ho respirato le loro emozioni e percepito i loro stati d’animo, l’angoscia di “perdere” qualcuno per errore o a causa della mancanza di tempo… mi è sembrato di essere su quella nave, riuscivo a vedere le situazioni narrate e ho respirato alla fine… pensare che non è un racconto dell’orrore ma realtà mette i brividi!

Da leggere e da meditare per una maggiore consapevolezza dei rischi che corrono gli operatori di salvataggio, le forze dell’ordine e tutti coloro che prestano servizio per la nostra sicurezza.

Roberta Salis

 

 

 

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Idi Amin

Carissimi Amanti dei libri,

oggi voliamo in Africa, più precisamente in Uganda, per conoscere un nuovo volto del male che ha scritto la storia del suo Paese a suon di violenze e atrocità… il suo nome è Idi Amin che dal 1971 al 1979 fu Presidente dell’Uganda, un uomo che si mostrava sempre sorridente e disponibile ma che aveva le mani e la coscienza inzuppate di sangue, spesso innocente!

Non si sa molto della sua infanzia. Nel 1946 entrò a far parte dei King’s African Rifles dell’esercito coloniale britannico dove fece carriera, infatti nel 1954 ottenne il grado più alto che si potesse conferire ad un uomo di colore all’epoca dell’esercito coloniale.

Nel 1971 prese il potere in Uganda con un colpo di Stato che depose Milton Obote. Il colpo si stato fu sostenuto dall’Uganda ma anche da vari Paesi come la Gran Bretagna, Israele e il Sudafrica. Obote di rifugiò in Tanzania e i suoi sostenitori furono uccisi.

Nel 1972 espulse dall’Uganda tutti gli asiatici…

Perseguitò numerose popolazioni come gli Acholi, i Lango e gli Indiani e tanti altri gruppi etnici tra cui coloro che erano di religione induista e cristiana.

Innumerevoli le sparizioni durante il suo governo.

Si divertiva a far torturare i nemici che riusciva a catturare, non aveva pietà di nessuno che si opponesse al suo operato… Si stima, secondo Amnesty International, che le vittime sotto il suo governo furono di circa 500000!!!

Molti furono costretti ad abbandonare il Paese in quegli anni…

Ciò che sconvolge è che Idi Amin era violento anche con i suoi familiari e non risparmiò nemmeno le sue mogli…

Era violento, questo era l’unico mezzo che conosceva e utilizzava, era uno psicopatico ed era dotato di un’indicibile crudeltà. Un personaggio da brividi!

Roberta Salis

 

 

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Chiedilo ai libri – Il benessere della biblioterapia

Autori: Dario Amadei – Elena Sbaraglia

Edito da Castelvecchi

Pubblicato nel novembre del 2022

Pag. 120

 

 

DESCRIZIONE DEL LIBRO

Un libro non è mai solo un libro. Attraverso la lettura, possiamo riscoprire un tempo per noi, possiamo intraprendere un percorso di crescita interiore, possiamo imparare a decifrare e comunicare le nostre emozioni, che spesso restano sopite e confuse in un coacervo indistinto dentro di noi. Possiamo insomma costruire il nostro benessere, alimentandolo continuamente. Lo sanno bene Dario Amadei ed Elena Sbaraglia, che dell’antica arte terapeutica della biblioterapia si occupano da oltre un decennio e che in queste pagine ci accompagnano in un viaggio al fianco di Eleanor, Jonas, Emmeline, Cesare, Kemal, Charlotte e tanti altri personaggi letterari che, con le loro storie, sanno illuminare con sapienza le zone buie dell’animo umano e offrirci un approdo sicuro dove trovare ristoro. Perché «i libri vogliono curarci e prendersi cura di noi, che dobbiamo solo permetterglielo».

 

RECENSIONE

Carissimi Amanti dei libri,

oggi vi presento una recensione librosa! Sì, perché il libro di cui vi parlo oggi parla di libri, anzi di biblioterapia ed è stato scritto a quattro mani, ma andiamo con ordine…

“Chiedilo ai libri – Il benessere della biblioterapia” è un testo scritto da Dario Amadei ed Elena Sbaraglia, nasce dalla loro decennale esperienza ed è un viaggio nel mondo dei libri che inizia introducendoci al mondo della biblioterapia di cui si parla spessissimo negli ultimi anni e a cui sono stati dedicati vari testi, ma che, in realtà, risale a tempi molto antichi. Infatti, all’ingresso della biblioteca di Alessandria d’Egitto si trova l’iscrizione “Luogo cura dell’anima”.

Sfrutto le parole di questa bellissima iscrizione egizia proprio per definire le pagine di questo libro: “cura dell’anima”. Questa è stata la sensazione che mi ha accompagnato durante la lettura e che ho apprezzato enormemente, ho percepito il benessere delle parole, scelte con cura, per dare voce a questa arte terapeutica.

Per il suo linguaggio alla portata di tutti è un libro che si divora, ma per il suo contenuto in cui si fondono medicina, psicologia, psicoterapia e letteratura è un libro che richiede una lettura lenta, attenta e, senza dubbio, riflessiva. Non posso che definirlo un percorso che facciamo in compagnia dei libri e di noi stessi e che ci porterà a scoprire che la nostra intelligenza si compone dell’aspetto narrativo, emotivo, digitale…

Ci mette in guardia dalla sindrome di dipendenza da internet, dalla nomofobia, ovvero l’ansia che ci prende quando non troviamo o non abbiamo sotto controllo il nostro dispositivo mobile… e qui credo che un po’ tutti ne siamo soggetti!

Apre gli occhi al cyberbullismo e ne spiega tutti i meccanismi in maniera dettagliata.

Uno degli aspetti più interessanti è che i due autori sono promotori, non solo della biblioterapia, ma anche della bibliolettura interattiva, della narrazione creativa che coinvolge la mente, il cuore, l’affettività e la gestualità di bambini e adulti… Il loro lavoro nelle scuole è prezioso perché spesso si pensa ai bambini come a dei contenitori da riempire di nozioni invece di considerarli soggetti attivi e desiderosi di esprimere le loro emozioni!

Nel testo sono molteplici i riferimenti ad autori ed autrici e ai loro libri per farci comprendere che ogni storia narrata è un insegnamento per la nostra vita, è una risposta alle nostre domande, è la soluzione ai nostri dubbi… perché i libri sono fatti per noi e noi siamo fatti per i libri.

Ci sono moltissimi passaggi da leggere e rileggere, ho trovato preziose le parole usate per descrivere i libri, ho avuto la percezione che Dario Amodei ed Elena Sbaraglia siano riusciti a dire ciò che non sono mai riuscita a esprimere nei confronti dei libri e o dicono con un amore e una delicatezza che commuove e smuove in noi tantissime emozioni!

Prima di concludere voglio riportare fedelmente uno stralcio dedicato alla lettura che si trova a pag. 49

“La lettura ha una grandissima importanza in un’epoca frenetica come la nostra in cui le persone si muovono come schegge impazzite, sprecando spesso il tempo che hanno a loro disposizione, perché, volendo fare troppo, finiscono per fare male tutto.

Bisogna imparare a non dipendere dal tempo, a trovare il modo di appropriarsene e la lettura e senz’altro uno strumento molto efficace per riuscirci. In un contesto del genere, un libro diventa un porto sicuro dove ci si può rifugiare quando la realtà di tutti i giorni diventa insopportabile e dove ci si può fermare a riflettere per ritrovare se stessi. Nei libri si può trovare conforto e comprensione nei momenti difficili […] perché i libri non tradiscono mai”.

Concludo ringraziando per questa esperienza di lettura e per questo testo che terrò sul comodino per rileggerlo ancora!

Un viaggio tra le pagine che vi consiglio di fare…

Grazie alla CE per la copia del libro.

Roberta Salis

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Winston Churchill & Clementine Hozier

Carissimi Amanti dei libri,

il nuovo volume della collana “Amori eterni” della Emse ci presenta la storia di Winston Churchill e di Clementine Hozier…

Forse per tanti è una coppia poco conosciuta, in realtà, la storia ci ha abbondantemente parlato delle imprese di Churchill ma come sempre viene oscurato il supporto morale e psicologico che le mogli hanno dato ai loro mariti, come nel caso di Clementine Hozier.

Fu proprio grazie a Clementine che Winston Churchill prese le sue decisioni più importanti, per il primo ministro inglese lei era la roccia salda su cui confidava ed era la persona sotto i cui occhi faceva passare ogni suo discorso e ogni suo progetto: il suo parere era sempre determinante!

Clementine era felice di supportare suo marito e lo faceva sempre con la massima schiettezza, forse era proprio questo aspetto che il marito apprezzava di più, ma era anche una donna discreta, obiettiva e intelligente… sapeva sempre quali parole dire a suo marito.

Era la spalla di Churchill nella vita, soprattutto nei momenti di depressione e incertezza, e nelle questioni di governo, il loro rapporto durò tutta la vita! Affrontarono insieme ogni cosa, anche i momenti più dolorosi…

Con questo volume si mette in luce l’aspetto umano di Churchill e la resilienza della moglie durante gli eventi della Seconda Guerra Mondiale e dell’Operazione Overload.

Una coppia da conoscere, legata da un forte rispetto e dalla stima reciproca che fa capire quanto sia importante il supporto reciproco in una relazione d’amore e quanto possa condizionare le scelte di vita e di lavoro… spesso per il bene di altre persone!

Roberta Salis

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Il racconto della vecchia balia

Autrice: Elizabeth Gaskell

Traduttrice: Annarita Tranfici

Edito da ABEditore

Pubblicato nell’aprile del 2021

Pag. 96

 

 

 

DESCRIZIONE DEL LIBRO

 

“Il racconto della vecchia balia” è uno scritto breve pubblicato nel 1852 in una raccolta dallo stesso titolo. Pare addirittura che lo stesso Charles Dickens volesse vederlo concluso, esortando l’autrice Elizabeth Gaskell a completarlo. La balia del racconto narra a dei giovani ascoltatori la storia della piccola Rosamond che, rimasta orfana, viene affidata alle cure di lontani e anziani parenti i quali, nel freddo della loro vecchia dimora, si dicono disponibili a prendersi cura di lei. Ma c’è un segreto misterioso che riguarda la storia familiare all’origine delle spettrali incursioni notturne di uno spirito bambina e del lugubre quanto minaccioso suono di un organo che riecheggia nell’ala est del nobile maniero nelle notti più tempestose. Esso appartiene a una tragica vicenda familiare che si è consumata molti anni addietro. Gaskell trasporta il lettore in una storia di fantasmi della vecchia Inghilterra, tra magioni infestate, paesaggi innevati, famiglie maledette e spettri che si aggirano per la brughiera. Un racconto “classico” in tal senso, rappresentativo di un genere tanto apprezzato quanto diffuso.

 

 

 

 

RECENSIONE

 

 

Carissimi Amanti dei libri,

oggi vi presento un breve racconto dalle atmosfere gotiche e oscure che si legge in men che non si dica… una storia di fantasmi in piena regola particolarmente adatto per le letture del weekend o per chi ama le letture creepy in certi periodi dell’anno.

L’autrice è Elizabeth Gaskell, che non ha bisogno di presentazioni e che sto apprezzando sempre di più attraverso i suoi scritti.

Il testo che ho letto è “Il racconto della vecchia balia” edito da ABEditore che crea piccoli gioielli da collezionare, piccoli libri curati nei minimi particolari!

 

La voce narrante di questo racconto è quella di una vecchia balia, Hester, che racconta ai bambini la storia della loro madre, Rosamond.

Rosamond era molto piccola quando rimase orfana di entrambi i genitori, per questo motivo fu affidata alle sue cure amorevoli, non sapevano che il destino avesse per loro un inaspettato programma. Infatti, la piccola Rosamond e la sua balia vennero spedite in uno strano luogo la cui descrizione fa venire letteralmente i brividi, una sensazione di freddo… un luogo che sarebbe stata la loro nuova dimora.

 

Era la casa di Lord Furnivall, un parente, che viveva insieme ad altre due donne, la Signorina Furnivall e la sua domestica, la signora Stark…in casa vi erano anche altri domestici ma la vita ruotava principalmente attorno a queste persone. Questa sarebbe stata la loro nuova famiglia che si sarebbe presa cura delle loro necessità.

 

Quella casa buia, però, fa venire i brividi, se poi si pensa a quanto sia grande che quasi si corre il pericolo di perdersi… il timore aumenta! Con il tempo, naturalmente, tutto diventa più familiare e muoversi tra quei grandi spazi non sarà più un problema…

La piccola Rosemond, con la grazia dei piccoli, rallegra quelle vecchie pareti, porta armonia ovunque, si nota quando non è presente e conquista coloro che si trovano a girare per la casa. Anche la signorina Furnivall e la sua domestica che vantano un carattere restio restano contagiate dalla semplicità della bimba. Difficile non affezionarsi a quell’esserino che sprizza gioia ovunque e con chiunque… la casa con quella bimba sembrò avere nuova linfa.

 

La casa, tipica abitazione della brughiera, viene descritta con precisione… e tra numerose stanze, oggetti pregiati e quadri raffiguranti i familiari della famiglia Furnivall si scopre che ci sono segreti che non devono essere rivelati, verità nascoste e accadono fatti inspiegabili.

 

Quella casa racchiude tra le sue mura qualcosa di sconvolgente…

Tutto inizia quando la balia sente per la prima volta il suono dell’organo…

Ma questo è solo l’inizio!

Preparatevi ad una storia di fantasmi, ad una vicenda tragica che lascerà il segno…

 

Una scrittura accattivante quella della Gaskell che ancora una volta ha saputo rapirmi con le sue descrizioni e con il costruire uno scenario che sembra quasi di toccare con mano mentre si legge… Le tempeste tipiche della brughiera inglese le percepisci nelle ossa e quelle case buie e misteriose rappresentano una continua fonte di curiosità per gli amanti dei misteri.

 

Ma questa non è solo un racconto di fantasmi, la Gaskell ci presenta la situazione della donna al suo tempo, l’età Vittoriana, le violenze e i maltrattamenti che subivano, il loro destino segnato per il solo fatto di essere donne, il loro contare meno di niente.

Poche pagine per un racconto che racchiude molto più di una semplice storia di fantasmi!

La Gaskell una conferma e… continuerò a leggere i suoi libri…

Da leggere!

Roberta Salis

 

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