
Autore: Massimiliano Città
Edito da Il ramo e la foglia edizioni
Genere: Romanzo
Pubblicato nel 2024
Pag. 208
DESCRIZIONE DEL LIBRO
Personaggi grotteschi si legano l’un l’altro sullo sfondo di una provincia così immaginaria da essere simile a molte. Il fulcro inconsapevole di questa vicenda è Agatino, noto anche come amico dei bisognosi, usuraio, manipolatore, guaritore, santone di Boschetto… Se molti credono di conoscerne il presente, del suo passato si sono perse le tracce. Ciascuno, a suo modo, ha un’immagine precisa dell’uomo a cui amministratori, tutori della legge, uomini e donne semplici di semplici e dolorosi destini, gente che vive di poco e nel poco si dipana si rivolgono quando giunge un imprevisto a stravolgerne le vite e sembra non ci siano altri santi a cui votarsi. Agatino, in un modo o nell’altro, riesce sempre a trovare una soluzione, non è chiaro se lo faccia per interesse, bontà o capacità soprannaturali, in ogni caso quella trovata soddisfa e contribuisce ad alimentare la sua fama. E proprio grazie a questa fama un giorno si troverà di fronte all’imponderabile: qualcosa non va come era stato previsto dall’uomo che da sempre ha voluto nascondere la sua vita e le sue opere nella traccia del non detto e del non visto.
RECENSIONE
“L’uomo non amava che la gente si accalcasse dentro la sua abitazione, che calpestasse il pavimento, toccasse gli oggetti e neppure che li guardasse. Considerava quell’insieme di cose come una violazione della sua intimità. Quell’uomo sapeva bene quanto dalle cose che ci circondano, libri, oggetti, souvenir, dalla disposizione degli stessi negli spazi casalinghi, si possa ricostruire la personalità dei proprietari. Lo sapeva bene perché quel tessere, quel ricostruire, stava alla base del suo mestiere”.
Carissimi Amanti dei libri,
oggi vi parlo di “Agatino il guaritore” di Massimiliano Città.
Chi è Agatino?
Agatino è uno di quei personaggi che non sai se sia meglio conoscere o evitare.
No, non è cattivo, ma è furbo.
Agatino ora è un uomo, ma è stato un bambino che è dovuto crescere velocemente, aguzzando l’ingegno e imparando ad approfittare delle occasioni della vita; d’altra parte come si suol dire “chi dorme non piglia pesci”. Ogni furbo che si rispetti sa che può far fruttare ogni occasione per sé stesso.
Agatino è uno di noi, ferito dalla vita e vissuto in una famiglia dove la morte ha visitato troppo presto la madre. Quando uno dei tuoi genitori viene a mancare e sei ancora un bambino sei costretto a crescere se non vuoi morire… lo sa bene chi nella vita non ha avuto punti di riferimenti ed è dovuto crescere troppo solo, troppo in fretta, prima dei propri coetanei per poter diventare indipendente e crearsi una vita al riparo da tutto e da tutti perché vivere in questo mondo è difficile se nessuno ti supporta!
Agatino non è un tipo che si lascia scoraggiare e fa di sé stesso una figura a metà strada tra il santo e l’imbroglione, l’uomo spirituale e il farabutto… una cosa è certa, nella sua ambiguità è una persona molto amata, forse anche per quel vivere in quell’angolo di mondo sconosciuto alla maggior parte degli esseri umani.
Ma chi si rivolge a lui sa dove trovarlo.
La sua dimora si trova in un luogo un po’ perso della provincia siciliana, Boschetto. Un luogo ideale per far crescere l’alone di mistero che lo caratterizza e per custodire il suo voler stare lontano da tutto e da tutti…
Agatino è la persona a cui si rivolgono tutti gli abitanti di Boschetto che si trovano in difficoltà. L’autore nel personaggio di Agatino fa convergere tante altre vite che si intrecciano dando vita a storie molto simili alla realtà. In fondo, credo che ciascuno di noi abbia incontrato un “Agatino” sul proprio cammino…
Le persone che si rivolgono a lui sono persone comuni con difficoltà economiche, spirituali, o legate alla vita di tutti i giorni. Sono persone insicure, persone che hanno bisogno di coraggio e sicurezza, persone in cerca di una certezza… e Agatino per ciascuno ha la parola giusta, la soluzione, sa indicare una nuova direzione per aiutare ciascuno.
Agatino è un filantropo?
Un santone?
Un mago?
Per chi crede in lui è tutto questo e molto di più.
Per tutti gli altri è un ciarlatano, un imbroglione patentato, un usuraio.
In realtà, se non avesse da guadagnarci qualcosa, lui non muoverebbe un dito.
La sua arte è manipolare la gente per il suo tornaconto personale ma nella veste del confidente, dell’orecchio attento, della spalla amica su cui appoggiarsi.
Ad un certo punto ci si renderà conto che di Agatino si sa proprio poco sia del passato che del presente e si entrerà nel cuore dei personaggi che a lui si rivolgono… è attraverso le loro storie che si scorge qualcosa del protagonista che, in fondo, resta sempre un po’ avvolto in un alone di mistero che lo fa restare presente ma nascosto.
Una cosa è certa, nella vicenda di Agatino sembra di rivedere molte realtà italiane dove spesso ci sono figure carismatiche e amate da tutti che aiutano la gente e che sono viste come santi in terra, come punti di riferimento, come un rifugio alle difficoltà della vita.
Sono persone che fanno la differenza in piccole realtà urbane, soprattutto nel sud Italia, dove la fede regna sovrana e dove la gente cerca sempre l’aiuto del divino o in chi lo rappresenta per vocazione o per elezione.
Io ho conosciuto persone considerate “guaritrici” e Agatino mi ha riportato alla mente queste persone che avevo sepolto nella memoria.
La trama del libro è fitta di intrecci e di vite che coinvolgono il lettore e ne fanno sentire gli affanni. Ho apprezzato la scrittura chiara e a tratti schietta e irriverente.
Fede e superstizione, spiritualità e materialità, buona fede e malafede… tutto passa attraverso queste pagine e se siete disposti ad un finale imprevisto e ad una lettura abbastanza fuori dalle righe, questo è il romanzo che fa per voi!
L’ho trovato profondamente reale. Consigliato!
Ringrazio tantissimo Giuliano Brenna, Roberto Maggiani e la CE per la collaborazione.
Roberta Salis

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