Il peso

Autrice: Liz Moore

Traduttrice: Ada Arduini

Edito da NNEditore

Pubblicato nel luglio del 2022

Pag. 364

Genere: Narrativa contemporanea

DESCRIZIONE DEL LIBRO

La vita di Arthur Opp, ex professore di Letteratura, è disegnata dai confini del suo corpo. Incapace di governare la fame di cibo, di amore, di rispetto, Arthur non esce più dalla sua casa di Brooklyn. L’unica persona che gli sta a cuore è Charlene, una ex allieva con cui ha mantenuto per anni una corrispondenza tenera e profonda, ma che da qualche tempo non sente più. Finché un giorno Charlene lo chiama per chiedergli di aiutare negli studi il figlio Kel, giovane promessa del baseball. Arthur prova a contattare il ragazzo senza riuscirci: Kel è in crisi, ha grandi aspirazioni ma poche risorse, e non tollera di vedere sua madre consumarsi nell’alcol e nella depressione. Poco alla volta, attraverso piccoli gesti e umanissime coincidenze, l’amore di Charlene avvicinerà Kel e Arthur, liberandoli dal peso del proprio dolore, e darà loro la possibilità di mostrarsi agli altri senza più disperazione né vergogna. Con una scrittura limpida, Liz Moore parla dei vuoti d’amore e di felicità che la vita può scavare nei corpi, vuoti da riempire a ogni costo. E racconta del desiderio di cura e di affetto capace di avvicinare le generazioni, creare famiglie, e scacciare per sempre la solitudine.

RECENSIONE

Il peso è ciò che caratterizza ogni vita.

Il peso del corpo.

Il peso delle rinunce.

Il peso della vergogna.

Il peso del passato.

Il peso di una verità che non sappiamo raccontare.

Il peso del sentirsi invisibili.

Il peso delle aspettative.

Il peso del vuoto che va riempiti ad ogni costo.

Quanti pesi nella vita.

Quanto peso si può sopportare nella nostra esistenza?

“Il peso” di Liz Moore edito @nneditore è un romanzo che sin dalle prime pagine mi è entrato nel cuore e dopo averlo finito mi ha fatto riflettere per giorni.

È uno di quei libri dove i personaggi senti che ti assomigliano, che vivono le tue difficoltà, che hanno la tua stessa sensibilità, la tua umanità.

Li senti dentro. Fanno parte di te, della tua storia con le loro difficoltà, le loro paure, le fragilità, i loro segreti portati in silenzio.

Un silenzio che pesa.

Il peso.

Il peso della solitudine.

A qualunque età.

Ogni personaggio di questo libro porta un peso. Alcuni evidenti, altri celati tra le pieghe dell’anima.

Ognuno di loro affronta il dolore con coraggio, cercando una via d’uscita… a volte, con una lettera, a volte, mettendo alla prova se stessi, a volte, in un modo che non lascia spiragli.

Tra i protagonisti c’è un ex professore universitario: Arthur Opp, un uomo colto ma senza il calore di una famiglia che si è rinchiuso in casa, che non mette il naso fuori da troppo tempo. Non esce da anni, il suo peso non gli permette una vita semplice, l’obesità condiziona ogni suo passo e ogni sua scelta, è più facile non scegliere. Vive circondato di libri e di cibo che ordina da asporto. È un uomo che sa essere ironico e malinconico allo stesso tempo. La sua vita è un loop di tv, cibo, pensieri ricorrenti… tutto diventa un muro che lo preserva dai giudizi del mondo.

Dopo tanti anni di silenzio riceve la lettera di Charlene, una sua ex alunna con cui per tanto tempo ha intrattenuto una corrispondenza fedele e puntuale. Il loro rapporto era speciale e quelle lettere per entrambi erano una carezza, un modo per sentirsi vicendevolmente amati, ricordati.

Qualcosa l’ha interrotta.

Charlene si fa viva dopo tanto con una lettera in cui rivela il motivo del suo silenzio.

Yolanda poi, arriva nel momento in cui Arthur inizia a fare un passo per cambiare il suo mondo. Decide di iniziare a fare ordine dalla casa e Yolanda con le sue capacità, nonostante la giovane età, lo salverà dal caos che lo circondava. Allo stesso tempo, Arthur alleggerirà il peso del cuore di Yolanda…

Come sappiamo, gli uni gli altri possiamo salvarci se ci guardiamo con rispetto e amore.

E poi c’è il giovanissimo Kel Keller, uno studente adolescente con una vita difficile che cerca la sua strada nel mondo dello sport. Ama il baseball, vuole diventare un campione. Per lui lo sport è un modo per dimenticare i problemi familiari, soprattutto le fragilità di sua madre… perché non sempre quando dovremmo esserci per qualcuno che amiamo siamo pronti a farlo.

Le loro vite in qualche modo si incroceranno. Le loro solitudini incontrandosi diventeranno la speranza per un nuovo inizio…

Se ti stai chiedendo perché leggerlo ti regalo subito qualche motivo incoraggiante:

👉La scrittura fluida e coinvolgente ti farà venire voglia di leggere senza fermarti. È un viaggio letterario in cui non ci si annoia, ci si commuove, si riflette, ci si guarda dentro con occhi nuovi, ci si sente meno soli.

👉L’empatia e la dolcezza che emana questo romanzo non ti lascerà indifferente. Sono molti i pesi e le fragilità che incontrerai, ma non sarà mai espresso un giudizio per nessuno di coloro che le vivono. Un grande insegnamento di valore in un mondo che oggi punta il dito su tutto,  soprattutto su chi è in difficoltà.

​👉La solitudine viene esplorata profondamente. Spesso diventa isolamento da tutto e da tutti celata dietro buone maniere, sorrisi accomodanti e il racconto di una vita che esiste solo nei propri desideri… ma la realtà è che nessuno si accorge di come stai davvero.

👉Non manca la speranza, la fiamma di voler trovare una soluzione resta accesa, la porta si apre alla possibilità di ricominciare, anche se per farlo occorre essere consapevoli che bisogna tendere la mano… e accettare che dalla nostra poltrona possiamo alzarci a vedere cosa c’è in giardino!

Se cerchi una lettura che ti faccia sentire meno sola, che ti accarezzi il cuore e che ti faccia percepire che l’umanità e la delicatezza esistano ancora, questo è il libro

giusto per te!

Sono rimasta stupita dalla profonda delicatezza dell’autrice nel parlare delle fragilità dei personaggi. C’è sensibilità, tatto, dignità nel suo affrontare temi delicati come la solitudine, l’obesità, la depressione, il rifiuto da parte della famiglia di sangue.

Non c’è mai pesantezza.

Non c’è giudizio o rifiuto.

Perché le trappole in cui si resta imprigionati nella vita sono spesso lo specchio di ciò che portiamo dentro, riflettono il nostro stato d’animo che non vogliamo guardare perché ci sembra insormontabile.

Tutto qui però volge verso la speranza…

Nessuno resterà da solo.

Ed è bellissimo il messaggio che emerge tra le pagine: nonostante i nostri legami di sangue siano fragili o inesistenti, possiamo costruire ovunque la nostra famiglia se

apriamo la porta del cuore. E spesso famiglia è proprio chi scegliamo volontariamente.

“Il peso” per me è stata una lettura indimenticabile. La consiglio a chi, come me, guarda oltre l’apparenza e ha un posto speciale per chi si sente dimenticato. Questo romanzo si legge con il cuore e resta nell’anima, lascia un segno e insegna a lottare per cercare il nostro posto nel mondo… senza paura e qualunque sia la nostra condizione.

Immenso.

Ne consiglio la lettura in modo lento. C’è davvero tantissimo su cui riflettere e non sempre sarà facile prendere coscienza che in questo romanzo, in qualche modo, c’è ciascuno di noi.

Da rileggere!

Roberta Salis

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