Piccoli atti di misericordia

Autore: Dennis Lehane

traduttore: Alberto Pezzotta

Edito da TEA

Pubblicato nell’agosto del 2024

Pag. 320

Genere: Letteratura storica e narrativa nera e afroamericana/Thriller sociale

DESCRIZIONE DEL LIBRO

Boston, estate 1974. Per contrastare le discriminazioni e l’odio fra le etnie, le autorità impongono a molti ragazzi delle scuole frequentate dagli afroamericani di trasferirsi nelle scuole dei bianchi e viceversa, alimentando tensioni e proteste.
È in questa estate torrida e tumultuosa che Mary Pat Fennessy precipita di nuovo nell’inferno. Quarantadue anni passati fra le case popolari dell’enclave irlandese-americana di Southie, ha perso il primo marito giovanissima, e poi un figlio per overdose. Ora le resta solo l’adorata figlia Jules, un fiore di diciassette anni.
Ma una notte, dopo un’uscita con gli amici, Jules non rientra a casa.
Quella stessa notte, un ragazzo nero viene trovato morto sulla banchina della metropolitana del loro quartiere. Cosa ci faceva all’alba in una zona di bianchi? E soprattutto, perché nessuno sa dov’è Jules? I due eventi hanno forse un legame?
Cercando una risposta a queste domande, Mary Pat inizia un viaggio alla ricerca della verità. Un viaggio che diventa sempre più angoscioso e animato da una rabbia furente.
Perché Mary Pat è una madre, e una madre è disposta a tutto pur di ritrovare la propria figlia, anche a porre domande giuste alle persone sbagliate, infastidendo il boss della mafia irlandese Marty Butler. Finché, tappa dopo tappa, la sua ricerca disvela abissi di verità impensabili…

RECENSIONE

Nonostante la violenza e la durezza di certe situazioni…Quanto ho amato questo libro e quanto mi ha tenuto sulle spine fino alla fine.

Non me lo aspettavo!

Ambientato a Boston verso metà degli anni ’70 del secolo scorso, “Piccoli atti di misericordia” di Dennis Lehane è molto più di un semplice romanzo, è un grattacielo di pura angoscia posato su le fondamenta incerte e traballanti dell’amore e della perdita.

No, per me non è stata una lettura qualsiasi.

Non c’è solo un mistero da risolvere come se fossimo dei detective. Non è un gioco!

Questo libro è un autentico pugno nello stomaco che ti tiene con il fiato sospeso fino alla fine. Un libro fatto di fitte nebbie, ingiustizie, gesti spietati e, forse, senza senso se pensiamo alla mentalità corrente… o forse no?

Nel 1974, Boston è in fiamme a causa della controversa integrazione scolastica tra ragazzi bianchi e ragazzi neri. Infatti, per cercare di sedare gli animi in un clima di forte contrasti a causa delle discriminazioni e dell’odio dilagante tra le etnie, le autorità impongono ai ragazzi bianchi di frequentare le scuole degli afroamericani e viceversa… ovviamente, gli animi si incendiano ulteriormente e le proteste diventano incontenibili facendo così fallire quella proposta che intendeva porre un equilibrio pacifico tra bianchi e neri.

In questo clima rovente troviamo una donna forte e coraggiosa, una sopravvissuta, una madre che da sempre lotta per la vita e che ha perso quasi tutto ciò che le dava sicurezza, tranne la figlia più piccola, Jules.

Questa donna, Mary Pat Fennessy, a cui sarà impossibile non affezionarsi ha uno spirito guerriero in sé, capace di sfidare chiunque pur di giungere alla verità!

Una sera Jules scompare e in quella stessa sera viene ritrovato morto il figlio di un boss locale… ovviamente, la polizia si dimostra incapace di gestire la situazione e la gente non parla, in gioco c’è sempre il rischio di perdere la vita.

Cosa sarà disposta, Mary Pat come madre, a perdere per salvare la persona più preziosa della sua vita?

Qui, in questo romanzo, ci si mette in gioco non tanto per scoprire la verità ma per avere giustizia in un mondo violento dove umanità ed empatia non trovano più spazio. Mary Pat è una donna che non ha più nulla da perdere, una madre che diventa una tigre pur di salvare la propria figlia adolescente. Non è un’eroina, è una donna disperata che si lascia guidare dalla rabbia di chi conosce quanto possa essere violenta e ostile la vita nel suo quartiere.

L’autore ci fa respirare cosa voglia dire vivere a Boston negli anni ’70, ci trasmette i rancori, la rabbia, la paura e la voglia di giustizia… ci fa vedere cosa voglia dire avere un determinato colore della pelle e quanta cattiveria possa suscitare in certi individui.

Ci fa toccare con mano il razzismo.

Se vuoi un finale della serie “vissero felici e contenti”, cambia libro.

Qui ci sarà tutto fuorché felicità. Fino alla fine.

Ci saranno verità scomode intrise di violenza, ci sarà chi sarà disposto a scendere fino all’inferno e si avrà la consapevolezza che solo i “piccoli atti di misericordia” faranno la differenza in un tempo così oscuro e violento.

Un noir sociale che non si dimentica per la sua durezza ma anche per tutto ciò che senza dubbio fa breccia nel cuore lasciando sgomenti e commossi…

Coinvolgente e sconvolgente, duro, una crescente tensione e un ritmo incalzante sono elementi che caratterizzano queste pagine.

Se ti piacciono i libri che affrontano temi scomodi come il razzismo, la violenza generazionale e l’abbandono delle donne da parte della società e della giustizia… questo libro è per te. Io lo consiglio dopo essere stata conquistata da questa storia che difficilmente dimenticherò.

Mary Pat è una donna che non si dimentica.

Insomma, queste pagine non mi hanno lasciata indifferente, ma lascio alla lettura di ciascuno di voi la scoperta di ciò che rende unico questo libro.

Un pugno nello stomaco che lascia il segno. Uno sguardo nel passato che sembra assomigliare tanto a certe notizie che udiamo nel presente…

Per me, questo è un libro da rileggere!

Una volta finito continuerete a pensarci e non poco. Spesso.

Roberta Salis

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