
Autrice: Anne Griffin
Traduttrice: Bianca Rita Cataldi
Edito da Blu Atlantide
Pubblicato nel luglio del 2022
Pag. 280
Genere: Narrativa Contemporanea
DESCRIZIONE DEL LIBRO
Un tardo pomeriggio al bar del Rainsford House Hotel, nella contea di Meath, in Irlanda: un uomo anziano, solo e benvestito, siede al bancone chiedendo una bottiglia di stout. Maurice Hannigan, questo è il suo nome, burbero e simpatico proprietario di molte delle terre lì intorno, da sempre porta con sé un segreto: un segreto che riguarda la sua adolescenza, e che coinvolge non solo lui e la propria famiglia, ma l’albergo stesso e chi vi ha abitato per generazioni, ben prima che divenisse l’hotel di lusso che è ora. E mentre la sera scende e il bar inizia ad affollarsi, Maurice comincia a mettere in atto il proprio piano e a dare il via al primo dei cinque brindisi che ha progettato: uno ciascuno, ognuno con un liquore differente, alle cinque persone più importanti della sua vita. Perché questa non è una serata qualunque, ma la notte in cui Maurice Hannigan ha deciso di raccontare tutto.
RECENSIONE
Oggi vi parlo del libro “Quando tutto è detto di Anne Griffin”.
“Sono qui per ricordare: tutto ciò che sono stato e tutto ciò che non sarò mai più”.
Questo è un libro che si legge con la calma di chi si prepara ad affrontare un viaggio dentro i ricordi più cari di un anziano uomo irlandese: Maurice Hanningan, 84 anni.
C’è tanta umanità tra queste pagine e Maurice ci porta a ripercorrere il viaggio della sua vita: la sua famiglia, l’adolescenza, la maturità. E ce le racconta con la maturità e la consapevolezza di essere in un punto della vita che volge verso la fine.
La sua vita a 84 anni non è facile.
Non è facile soprattutto da quando Sadie, sua moglie, non c’è più. Per quanto ci provi, vivere senza di lei è un po’ come morire ogni giorno. Deve fare i conti con la nostalgia e con la solitudine che scandisce le sue giornate.
Così, una sera affitta una suite matrimoniale nel Rainsford House Hotel, proprio quella che sua moglie avrebbe desiderato. E, a due anni dalla morte di Sadie, lui è lì per lei, anche se lei non c’è…
Si siede davanti al bancone del bar e si prepara a vivere una notte diversa da tutte quelle che ha vissuto fino a quel momento con l’intenzione di celebrare le cinque persone più importanti della sua vita, facendo un brindisi per ognuna di loro.
E per ogni persona assaporerà un whisky diverso come per sottolineare la preziosità di ciascuna di loro. Il suo racconto lo porterà a ripercorrere tutta la sua vita e a narrare ogni cosa per condividerla con il suo unico figlio, Kevin, con cui ci sono sempre state varie incomprensioni, ma con il quale hanno sempre condiviso il rispetto reciprocamente nonostante la diversità di idee.
Il primo brindisi di Maurice lo dedica al fratello maggiore, Tony. Tony è stato per lui una figura fraterna e paterna che lo ha aiutato nei momenti più difficili dell’infanzia. La loro famiglia era molto povera, ma Tony aveva sempre la parola giusta per dargli coraggio e sostenerlo. Era l’unico della sua famiglia che avesse compreso veramente chi era Maurice e come lo si doveva prendere.
Il racconto dell’infanzia è forse la parte più dolorosa per Maurice, soprattutto quando si tratta di riportare alla luce i suoi insuccessi scolastici. Maurice non era come gli altri e le sue difficoltà lo portavano a provare imbarazzo e un forte senso di inadeguatezza.
Ed è proprio in quel periodo che finisce a lavorare nella tenuta dei Dollard che detenevano la proprietà delle terre del paese in cui vivevano. Il lavoro presso quella famiglia non è un periodo felice: viene spesso bullizzato, umiliato pesantemente e picchiato dal figlio del padrone. Maurice non poteva reagire… perché anche sua madre, una donna buona, umile e pacata nei modi, lavorava per i Dollard, non poteva permettere che li cacciassero, che restassero senza lavoro dato che era l’unico modo per sostenere la loro famiglia già allo stremo.
Un giorno mentre era a lavoro Maurice compie un’azione che cambiò la vita di tante persone… e non in meglio!
Il secondo brindisi lo dedica a Molly… una persona con cui ebbe un incontro fugace ma che segnò la sua vita per sempre. Perché in quindici minuti la vita di un uomo può crollare e farsi carico di un dolore che nemmeno nei secoli si potrà placare. Quel ricordo è ancora vivo e pulsante.
Il terzo brindisi è per Noreen… una donna speciale nella sua semplicità. Una di quelle persone che la vita ti regala per saper cogliere il bello nelle cose più piccole.
Il quarto brindisi è proprio per Kevin. Sì, un brindisi per quel figlio tanto amato e intelligente che è riuscito a costruirsi un futuro brillante e sicuro negli Stati Uniti. Quel figlio per cui ha messo da parte sé stesso per potergli stare vicino, quel figlio per cui ha imparato a leggere spinto dalla voglia di sapere cosa scriveva nelle lettere che inviava.
Ed infine… giunge l’ultimo brindisi, quello forse più prezioso, quello per la sua amata Sadie. La creatura che più gli sta a cuore e che crede di avere ferito a causa del suo orgoglio, della sua chiusura. Maurice si rende conto di non averla amata come avrebbe meritato e questo lo fa sentire in colpa.
Con il whisky che scende lentamente ad ogni brindisi si sente un po’ più vicino a tutti quei familiari che sono passati a miglior vita. Sente che ciascuno di loro guida il suo cammino e lo sostiene nelle fatiche terrene.
Maurice è un uomo burbero, segnato dalla vita ma è straordinariamente umano ciò che narra. Attraverso i suoi ricordi si percepisce un’anima capace di riconoscere i suoi errori ed il desiderio di porre rimedio.
La sua storia è come la storia di ciascuno di noi: una storia sacra, unica, mai banale… frutto delle nostre scelte giuste e sbagliate. Una storia dove anche se con poco si può arrivare lontano. Nel suo percorso umano la sofferenza spesso è stata la protagonista principale.
La sua storia è fatta di gioie e dolori, passione e ragione, forti rancori, segreti mai rivelati e sgambetti poco leali… come quella di ciascuno di noi: perché nessuna vita è perfetta: forse proprio grazie a queste caratteristiche possiamo riconoscere Maurice come uno di noi e sentirlo quasi un amico, non è difficile. È proprio la profonda umanità ad accomunarci e a farci sentire un pizzico di nostalgia quando si chiudono le pagine del libro!
A me è piaciuto tanto e mi ha toccato nel profondo.
Forse avevo bisogno di guardarmi e ritrovarmi nella storia e negli inciampi di un altro essere umano, come me, un po’ burbero ma con un cuore grande, che nasconde una storia inaspettata. Mi sono sentita seduta a quel bancone del bar e l’ho ascoltato come facevo con i miei nonni…
Forse, Maurice, mi è tanto caro proprio perché in lui ho rivissuto la tenerezza che provavo con i miei nonni-angeli.
Comunque sia, o lo amerete o lo odierete… una cosa è certa: non lo dimenticherete!
Roberta Salis

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