
Autrice: Katharina Winkler
Traduttrice: Cristina Proto
Edito da Cencellada edizioni
Pubblicato nel maggio 2024
Pag: 304
Genere: Storia vera, Narrativa contemporanea, violenza di genere
DESCRIZIONE DEL LIBRO
«I gioielli blu delle donne portano la firma dell’uomo. L’attrezzo, di legno o di ferro, e il numero di colpi determinano la tonalità di blu». Basato su una storia vera, Filiz è una ragazza che vive nella Turchia rurale e ha normalizzato la violenza atavica che le donne subiscono per mano degli uomini. Quando è appena un’adolescente, si innamora di Yunus e si sposa contro la volontà della sua famiglia. Ora anche lei porterà i suoi “gioielli blu” causati da Yunus, con il quale avrà tre figli. Insieme emigreranno in Austria, dove la violenza
RECENSIONE
Non mi aspettavo un libro così…
Non mi aspettavo nulla, volevo solo un libro leggero per trascorrere un weekend sereno.
No, non mi aspettavo fosse così…
Così capace di lasciare il segno.
Così forte da farmi commuovere.
Così significativo da sentire nell’anima l’angoscia di ciò che nel mondo accade nel silenzio di tutti.
Questo non è un libro leggero, è un pugno nello stomaco… è così reale da far paura.
Nessuno ne parla.
Questa è una storia vera.
“Gioielli blu” di Katharina Winkler @cencellada_edizioni è scritto in modo quasi poetico, con capitoli brevi e parole che esprimono la sacralità di un’esistenza: quella di Filiz.
E di Filiz capirete che c’è ne sono tante.
Filiz viene da una famiglia curda povera e numerosa che vive in un piccolo villaggio della Turchia. Lei e i suoi fratelli sin da piccoli sono stati educati a lavorare per aiutare i genitori: bisogna badare agli animali, occuparsi dei campi e tutto va fatto bene per non incorrere nella furia del padre.
Il padre è un uomo severo che non ammette sbagli o iniziative personali. Il contesto in cui è ambientata questa storia è rigidamente segnato dal patriarcato. Le donne non hanno voce. Le donne subiscono senza fiatare. È tradizione, è la “normalità”.
L’infanzia di Filiz è dura, non c’è spazio per giocare o divertirsi, ma qualche volta dopo finiti i lavori si diverte con i suoi fratelli, le sue sorelle e i ragazzini che vivono vicino a casa loro per andare al fiume a fare il bagno.
Filiz è una ragazzina che sogna il vero amore e qualcuno ha messo gli occhi su di lei in tenera età…
Anche Filiz ricambia quello sguardo.
Si innamora di Yunus, il suo principe azzurro! Sogna e spera nel loro futuro insieme, quanto le batte il cuore…
Non vede l’ora di appartenergli, di essere sua moglie e di creare la loro famiglia.
Quando, però, si sposa e il suo sogno si avvera assomiglia più ad un incubo.
Un incubo ad occhi aperti, un incubo che si abbatte su di lei come un uragano incontrollabile.
Lei lo ama.
Lui per lei è solo un corpo su cui poter sfogare i propri istinti.
Non c’è amore.
Non c’è tenerezza.
Mai una parola buona.
È un matrimonio dove i gioielli blu non mancano… ma non sono pietre preziose, sono lividi.
Lividi nascosti sotto gli abiti.
Lividi ovunque.
Lividi anche sull’anima.
Eppure quelle percosse vengono viste come segno d’amore perché fa parte della vita delle donne… da sempre. Un segno distintivo, un linguaggio segreto tra uomo e donna che viene celato dai lunghi vestiti.
Filiz è schiava.
Schiava del marito, delle sue decisioni, delle sue pulsioni e della suocera con la sua perfidia.
Filiz respira ma non ha vita.
Filiz esiste ma non sogna più.
Non sa più cosa sia l’amore.
Non sa più cosa sia giusto.
E poi c’è la svolta, l’immigrazione, sarà un cambiamento positivo?
Una lingua e una cultura sconosciute, nessun punto di riferimento, la solitudine e il senso d’oppressione che assale in un mondo che non ti appartiene.
Un po’ come stare al buio senza sapere dove aggrapparsi.
Cosa cambierà per Filiz e Yunus?
Te lo lascio scoprire… se hai il coraggio.
Katharina Winkler racconta con poche parole una storia vera. Narra la vita di una donna con chirurgica precisione non per alimentare la pornografia del dolore che ci rifila la società, ma per documentare la realtà di esistenze che diventano sopravvivenza, che perdono la dignità, che vengono usate e abusate nel silenzio di tutti, che rischiano la vita nell’indifferenza di tutti.
È una lettura breve e pesa come un macigno.
Non puoi leggerlo in un soffio.
Hai bisogno di fermarti, di metabolizzare, di respirare, di piangere.
La scrittura fluida e poetica ti conquista, ma il contenuto ti accartoccia l’anima, te la strappa.
Tu sei Filiz.
Filiz è lì con te.
Eppure, in mezzo a tanto dolore, lì dove la morte sembra l’unica via d’uscita nasce una forza inaspettata.
Da una vita spezzata può rinascere un’esistenza nuova, può fiorire un futuro pieno di speranza…
Ti consiglierei di leggerlo se…
👉🏻 Ami le storie vere che scavano nel profondo e non hai paura di affrontare temi sociali crudi.
👉🏻Se non sei una persona che chiude gli occhi davanti alle i giustizie…
👉🏻Se ami le scritture fuori dal comune perché la scrittura della Winkler è di una bellezza rara, capace di rendere “leggibile” l’invivibile, l’inenarrabile.
Non leggerlo se…
👉🏻 Se stai vivendo un momento di particolare fragilità emotiva. La violenza descritta è esplicita e costante; non ci sono sconti per il lettore. Fa male, è un pugno nello stomaco. Ci vuole molto coraggio.
Sono rimasta molto colpita da questo libro.
È una testimonianza necessaria.
È un modo per chiedere giustizia per tutte le Filiz del mondo.
Se tornassi indietro lo rileggerei ancora.
Ne parlo perché questa storia venga conosciuta. Non posso chiudere gli occhi!
Roberta Salis

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