Piccoli inganni crudeli

Autrice: Bak Sulmi

Traduttrice: Mary Lou Emberti Gialloreti

Edito da Longanesi

Pubblicato nel settembre del 2025

Pag. 208

Genere: Thriller

DESCRIZIONE DEL LIBRO

La vita di Mira è andata in frantumi quando è rimasta orfana. Un anno dopo il terribile evento che l’ha privata della madre e del fratellino, Mira inizia a lavorare come insegnante di ripetizioni di Yujae, un adolescente schivo e problematico, che abita nel suo stesso quartiere ma in una casa infinitamente più lussuosa della sua. Yujae ha un fratello maggiore, Yuchan, che all’opposto è geniale e proiettato verso una brillante carriera accademica, spinto dall’ambiziosa madre Jiwon. Ma il più piccolo dei fratelli è davvero il più fragile? Mira è davvero soltanto un’insegnante di ripetizioni? E Jiwon è solo una madre ansiosa e protettiva? In un romanzo in cui nulla è come sembra, e in cui a condurre il gioco non è mai chi all’apparenza lo guida, la verità emerge a frammenti taglienti, spiazzanti, fatali. Una verità fatta di onore tradito, di dignità spezzata, di ambizione e rancore. Pagina dopo pagina dilaga tutto il gelo di una forza inesorabile: la vendetta. Il lettore ne è a poco a poco pervaso, poi braccato. E non ne può uscire. Come nei thriller migliori.

RECENSIONE

Il titolo è perfetto per questo romanzo…

Non tutto è ciò che sembra!

L’apparenza inganna sempre, o quasi…

Non credere di aver già capito tutto.

Non trarre conclusioni affrettate.

Nel romanzo breve carico di sfumature thriller, “Piccoli inganni crudeli”, scritto dall’autrice sudcoreana Bak Sulmi tutto sembra semplice, ma dietro la facciata della normalità si nascondono mostri inaspettati, menti perverse, traumi che diventano fiamme d’odio irrefrenabile… e vittime innocenti.

Vittime colpevoli di essersi trovate nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Il romanzo, nonostante la sua brevità, è un concentrato di segreti, inganni e tensione crescente. Tutto ruota attorno alla fragilità dei rapporti di una famiglia disfunzionale che dietro l’apparenza della normalità nasconde dei “mostri” capaci di piccoli gesti autenticamente intrisi di crudeltà.

Tra i protagonisti c’è Mira, una giovane insegnante privata scossa da un recente dramma familiare.

Ha bisogno di andare avanti e di trovare lavoro per vivere. Accetta così l’incarico di aiutare il giovanissimo Yujae con delle lezioni private che lo aiuteranno a migliorare l’andamento scolastico.

Yujae ha un fratello, Yuchan, considerato il genio di casa e che ha un modo di comportarsi opposto al suo. Yuchan è brillante, educato, sensibile e la madre, Jiwon, lo considera il figlio perfetto.

Il quadretto familiare perfetto però è solo una facciata, una delle tante, perché ben presto ci si addentrerà in un complesso sfondo dove tutto pesa: il detto e il non detto. Segreti, contraddizioni, ferite emotive, tutto contribuisce a creare una situazione che ben presto farà crollare le fondamenta di ogni inganno.

Mira, Jiwon, Yuchan e Yujae sono ben descritti dal punto di vista psicologico e questo è il punto forte del libro perché dà la sensazione che ci sia sempre qualcosa di nascosto da rivelare… ed infatti ogni ambiguità verrà alla luce.

La disfunzionalità dei rapporti tra i due fratelli e tra la madre e il piccolo Yujae raggiungeranno livelli impensabili… perché in famiglia la mancanza di equilibrio, considerazione, rispetto e stima diventa un macigno che fa crollare interiormente e che, soprattutto, diventa la miccia che innesca una valanga di odio che si riversa verso creature innocenti.

La trama mi è piaciuta molto, anche se non è il miglior thriller che ho letto. Alterna momenti di descrizioni calme a improvvise rivelazioni che spiazzano e che ti fanno comprendere che devi dubitare continuamente di tutti.

La scrittura è lineare, senza parole in più, ma abbastanza tagliente e precisa.

Ti chiedi continuamente chi sia il colpevole, ma poi capisci che nessuno è santo e che ognuno è colpevole a modo suo. Tutto ha un peso. Nessuna parola è in più.

A me questo thriller ha fatto riflettere su come i traumi familiari facciano sentire alcune persone giustificate nel commettere azioni disumane…

Mi chiedo se…

Il dolore è una scusa per far soffrire gli altri? O è una giustificazione al non sapere affrontare ciò che si è vissuto?

Si fa del male perché si è sofferto?

Allora, dovremmo tutti vendicarci di tutti…

E il mondo finirebbe.

Non so, tu cosa pensi?

I temi toccati dal romanzo sono tutt’altro che banali: la fragilità dei rapporti familiari, il desiderio di sentirsi riconosciuti per quel che si è, l’essere visti e apprezzati, l’essere cercati, la rabbia repressa e sfogata su anime innocenti, la frustrazione che diventa vendetta, il senso di colpa, il rancore.

Ovviamente, non te lo consiglio se sei molto sensibile per le scene di violenza sulle persone e sugli animali… staresti molto male.

Per il resto, per me è stata una lettura insolita e molto godibile che mi ha fatto trascorrere un weekend all’insegna della curiosità, pagina dopo pagina.

Roberta Salis

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