Fahrenheit 451

Autore: Ray Bradbury

Traduttore: Giuseppe Lippi

Edito da Mondadori

Pag. 166

Pubblicato nel maggio 2016

 

 

DESCRIZIONE DEL LIBRO

Montag fa il pompiere in un mondo in cui ai pompieri non è richiesto di spegnere gli incendi, ma di accenderli: armati di lanciafiamme, fanno irruzione nelle case dei sovversivi che conservano libri e li bruciano. Così vuole fa legge. Montag però non è felice della sua esistenza alienata, fra giganteschi schermi televisivi, una moglie che gli è indifferente e un lavoro di routine. Finché, dall’incontro con una ragazza sconosciuta, inizia per lui la scoperta di un sentimento e di una vita diversa, un mondo di luce non ancora offuscato dalle tenebre della imperante società tecnologica.

 

 

RECENSIONE

 

«Posso chiedere da quanto tempo fa il pompiere?»

«Da quando avevo vent’anni, dieci anni fa.»

«E ha mai letto uno dei libri che ha bruciato?»

Lui rise. «È contro la legge!»

«Ma certo»

«È un buon lavoro. Lunedì bruci Lugones, mercoledì Maupassant, venerdì Verne, bruciali tutti e poi brucia le ceneri. È il nostro slogan ufficiale.»

 

Carissimi Amanti dei libri,

il libro che vi presento oggi appartiene al genere distopico e si tratta di Fahrenheit 451 di Ray Bradbury, un libro molto apprezzato per gli spunti di riflessione e per la capacità di aprire una finestra sul futuro che, in un certo senso, è divenuta realtà…

Il protagonista è il pompiere Guy Montag, il suo numero distintivo sull’elmetto è il 451 ed insieme ai suoi colleghi ha una missione particolare: bruciare i libri perché considerati fuorilegge.

Ma i pompieri non sono quelli che spengono gli incendi? Nella narrazione di Bradbury, no, sono coloro che bruciano tutti i luoghi in cui esistano libri perché non rimanga nemmeno la cenere. Sì, non solo i libri ma anche le case e se necessario anche le persone.

Nessuno deve possedere libri perché la gente non deve pensare, non deve avere accesso alla conoscenza ma deve trovare piacere e intrattenimento dagli enormi schermi a parete delle loro case. Ciò che è permesso sono solo programmi frivoli e soap senza senso che aiutano a passare il tempo e ad occupare la giornata senza fatica e senza consapevolezza.

Questo clima piatto e senza stimoli porta Guy a mettere in dubbio tutto, il suo lavoro, la società e anche se stesso, soprattutto dopo l’incontro con il professor Faber che lo aiuta ad avvicinarsi ai libri e questo fa nascere in lui dubbi e domande anche sulla donna che ha sposato, Mildred.

In lui nasce una profonda ribellione, brucia il suo capo e smette di bruciare i libri, ma viene denunciato dalla moglie ed è costretto a fuggire…

Un libro che crea un’importante occasione per riflettere sulla tecnologia che avanza e su ciò che la mancanza di libri può provocare nella psiche delle persone… e non solo!

Direi che è un capolavoro che oggi, descrive bene la società in cui viviamo ed in questo senso si può dire che Bradbury è stato profetico!

È il primo libro che leggo di questo autore e credo che approfondirò la conoscenza. La mia prima reazione quando ho letto che si bruciavano i libri è stata una sorta di disperazione mista a raccapriccio… io che libri li considero quasi come qualcosa di sacro. Quando leggevo dei libri bruciati stavo male ma, il senso della narrazione fa emergere riflessioni che non mi aspettavo di fare. Considero questa lettura un bel viaggio!

Roberta Salis

 

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