Fine pena mai

Recensione #collaborazione con Flaminia Lovecchio @flaminia_germanotta e @bookabook che ringrazio per la copia del libro e per la fiducia accordatami!

 

Autrice: Flaminia Lovecchio

Edito da Bookabook

Collana: Narrativa

Pubblicato nell’aprile 2021

Pag. 192

 

 

DESCRIZIONE DEL LIBRO

Un professore in pensione viene ucciso nel cortile interno del suo palazzo, in un quartiere di Roma. Un coltello conficcato nel petto e una telefonata anonima: sono questi gli elementi da cui parte l’indagine condotta dal vicequestore Francesca Farnese, donna dai modi asciutti e un dolore sepolto sotto ai silenzi. Accompagnata, come sempre, dall’ispettore Cesare Matera, la donna si butta a capofitto in un’indagine che, sin da subito, si profila complessa.

Francesca e Cesare scavano nella vita della vittima, dei suoi familiari e conoscenti, arrivando a dissotterrare antichi livori e segreti gelosamente custoditi. Eppure, le poche persone che hanno avuto rapporti con il professore, pur nutrendo sentimenti rancorosi nei suoi confronti, non sembrano essere imputabili dell’omicidio: nonostante tutti gli sforzi, il caso sembra destinato a rimanere irrisolto. Sarà un’intuizione della protagonista ad aprire davanti agli occhi di tutti uno scenario raccapricciante.

 

RECENSIONE

Carissimi Amanti dei libri,

oggi vi parlo del libro “Fine pena mai”, un giallo in cui sarà impossibile che capiate il movente e l’assassino

se non arriverete fino all’ultima pagina!

Ma partiamo dall’inizio. Una telefonata anonima in cui si annunciano delle urla ed il ritrovamento del cadavere di un uomo. Un coltello conficcato nel petto. Nessun segno di scasso o di colluttazione. Solo una telefonata e un coltello.

Le indagini del vicequestore Francesca Farnese e dell’ispettore Cesare Matera partono da qui, da questi due elementi che inizialmente non portano a nessuna conclusione… La vittima è un uomo onesto, rispettabile, che ha buoni rapporti con tutti, infatti è uno stimato professore in pensione che ha vissuto tutta la sua vita per amore dei suoi ragazzi.

Il professor Odescalchi è un uomo mattiniero e abitudinario, rimasto vedovo da poco che ama quotidianamente passeggiare con il suo cane… Gli inquilini del palazzo in cui viveva non hanno indizi da rivelare, all’apparenza era un uomo perfetto, un santo.

Ma allora chi poteva odiarlo così tanto da ucciderlo?

Ha due figli con un cui ha un rapporto sereno nonostante qualche ombra nella loro storia familiare, ma no…

Non sono stati i figli ad uccidere il padre. O forse sì?

In fondo, avevano qualche piccolo rancore che si è protratto nel tempo. Un mancato prestito… un’adozione che pesa nel tempo… quelle mancate carezze paterne per la figlia e la morbosità per il figlio. Cos’è che la Farnese e Matera non riescono a capire? Ci deve essere qualche scheletro nell’armadio del professor Odescalchi… no, hanno interrogato tutti, forse è stato un pazzo qualunque ad ucciderlo. Nessuno aveva validi motivi per fargli del male…

Vi sto confondendo le idee? Anche io leggendo ho avuto un momento di confusione che si è dissolto alla fine ma, credetemi, vi ho rivelato tantissimo per farvi capire qual è stato il movente dell’omicidio. Spesso le parole più innocue nascondono grandi verità!

Non ci siete ancora arrivati?

Leggete il libro allora! Sorpresa assicurata.

 

Un libro d’esordio ben scritto, ben pensato e che al di là dell’indagine in cui vi ritroverete coinvolti, intreccia delle storie di amicizia, di famiglia, di dolore e di silenzi che sono ben incastonati nelle pagine che leggerete. Finale inaspettato e libro che vi consiglio!

Roberta Salis

 

Condividi sui social

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Non puoi copiare il contenuto di questa pagina