Il libraio di Selinunte

Autore: Roberto Vecchioni

Edito da Einaudi

Pubblicato nel Luglio del 2014

Pag. 65

 

DESCRIZIONE DEL LIBRO

Vi svegliate un giorno e non avete più parole per dire «giorno». Scendete in strada e non avete più parole per dire «strada». Poi scoprite che la città è piena di smemorati come voi, che vagano sperduti in una nebbia di cose senza nome, incapaci di parlare e ricordare, incapaci di pensare. Perché tutti, quel giorno, avete perso le parole, le avete perse per sempre, ed è colpa vostra. Soltanto un ragazzo, «Frullo», è salvo dall’incantesimo e può raccontare i fatti incredibili che hanno portato a tutto questo. Soltanto lui, perché ha conosciuto il libraio. Un uomo misterioso, giunto in città con i suoi bauli pieni di libri e tanta voglia di raccontarli, piú che di venderli. Accolto male dalla comunità perché diverso, straniero, e quindi estraneo, il libraio riesce a stabilire un magico legame solo con Frullo, che, nascosto dietro due pile di libri, lo ascolta leggere ogni sera i passi più belli dei grandi poeti e romanzieri di tutti i tempi. E quelle parole, per Frullo come per ogni lettore, spalancano di colpo un universo di emozioni e di storie che hanno un’eco lunga, come una favola infinita.

 

 

RECENSIONE

Carissimi Amanti dei libri,

ho letto con piacere il libro di Roberto Vecchioni “Il libraio di Selinunte” e mi è sembrata una bella proposta per voi che, come me, siete appassionati di libri, della lettura e delle parole.

Il romanzo è davvero breve, sono solo 65 pagine, ma il messaggio intenso arriva forte e chiaro…

 

Questa storia avviene a Selinunte, in Sicilia, un borgo situato vicino all’antica acropoli greca…

Forse è un borgo poco conosciuto, ma ciò che accade non uscirà più dai pensieri di chi ne viene a conoscenza… io, ogni tanto, continuo a pensarci…

Tra i protagonisti troviamo Nicolino detto da tutti ‘Frollo’ è un ragazzino curioso, vivace e con tanta voglia di conoscere che non apprezza il mondo degli adulti fatto di sciocche perdite di tempo nel parlare a vuoto, non ama i giudizi e nemmeno le parole vuote, ha una grande intelligenza, è diverso dai suoi coetanei.

Sarà proprio a lui a narrarci uno strano fatto che avvenne in quel borgo: improvvisamente la gente non sapeva più parlare, le parole mancavano, le frasi non potevano articolare, il linguaggio divenne quasi impossibile e si basava su poche parole che nel pronunciarle non avevano senso. Non si poteva descrivere nulla o esprimere un’emozione. Nemmeno gli oggetti si riusciva ad identificare. Era come se tutto avesse perso il proprio nome e il proprio senso. Senza poter descrivere nulla comunicare non ebbe quasi più senso, mancava la voglia e la capacità di farlo… quanto contano le parole e non ce ne rendiamo conto!

E non fu il problema di una sola persona ma di ogni abitante di quel borgo: Selinunte.

Tutti, uno dopo l’altro, persero le parole e il gusto di parlare. Ma perché? Cosa è successo?

Beh, iniziamo con il dire che… se c’è una colpa è proprio in coloro che ora non sanno più parlare… se la sono cercata, come si suol dire!

…Tutto questo fu il risultato della scomparsa di uno strano uomo che viveva di libri!

Nicolino è l’unico che si è salvato dalla perdita delle parole, su di lui l’incantesimo non ebbe nessun effetto… e solo lui può raccontare i fatti così come accaddero quel periodo… Lui che fu l’unico a non giudicare e ad ascoltare quello strano libraio!

Ma ora vi racconto meglio…

Perché tutto iniziò con l’arrivo di un uomo strano, brutto, così brutto che quasi metteva paura, era storto, basso… così basso che da seduto i suoi piedi non arrivavano a toccare terra… Era un tipo solitario e poco loquace, uno straniero, uno abituato alla compagnia dei suoi libri, un tipo che alla gente di Selinunte dà fastidio, insospettisce, accende quella curiosità morbosa che diventa pettegolezzo maligno.

Le voci, come sappiamo, girano veloci e tagliano più della carta…

A Selinunte sono in pochi, si conoscono tutti da sempre e quello strano libraio non piace. Il suo aspetto gli varrà anche l’ingiusto appellativo di cattivo generando sempre il sospetto e il rifiuto su coloro che poseranno lo sguardo sul suo corpo.

Ma il libraio continua la sua opera amorevole di diffusione della cultura, continua a vendere i suoi libri, a leggerli a voce alta per se stesso e per chi vuole ascoltarlo… lui ha sempre delle sedie libere per accogliere chi vuole nutrirsi di quel sapere eterno…

Ma no, nessuno vuole ascoltarlo e anzi, gli abitanti di Selinunte si scoraggiano dall’ascoltare quell’uomo strano…

Solo Nicolino, di nascosto, fa compagnia all’uomo ogni notte, incantato dalle sue parole, coinvolto da quelle letture fatte con l’anima fino alle lacrime… Solo Nicolino in quel silenzio si sentiva vivo attraverso quelle letture di autori immortali in cui il libraio si cimentava pensava di essere solo.

Solo Nicolino sperimenterà la magia dei libri, proverà le emozioni di vivere storie senza tempo e di viaggiare gratis con la fantasia… Quel libraio strano per tutti a lui cambierà la vita, la renderà migliore, gli darà la capacità di andare oltre i pregiudizi, il privilegio di cibarsi di letteratura e l’emozione di essere in posti inimmaginabili.

Intanto, la stupidità degli abitanti di Selinunte continua… sì, perché non solo escludevano il libraio ma ebbero il coraggio di distruggere tutto nella sua vita. Con quel gesto senza logica e volutamente intriso di odio immotivato Selinunte si libera per sempre del libraio indesiderato, di quell’uomo che mai nessuno ha voluto avvicinare e che sparirà insieme a quanto di più prezioso esista tra gli esseri umani: la capacità di comunicare…

Un libro che mi ha fatto riflettere sull’importanza delle parole e che mi ha commosso.

Spesso nella nostra vita rifiutiamo ciò che non conosciamo, isoliamo chi, secondo noi, sembra pericoloso senza minimamente sapere o interessarci della sua storia…

Siamo poco attenti al potere della cultura che ci salva, che evita di farci strumentalizzare e far cadere in situazione di ipocognizione… perché non c’è nulla di peggio che sentire che mancano le parole per descrivere o comunicare qualcosa…

Forse il finale del libro non è il massimo ma ho apprezzato moltissimo il senso di questo libro. Per me è stata una lettura in cui ho lasciato un pezzetto di cuore!

Lo consiglio a chi sa andare oltre le parole, a chi ama i libri che parlano di libri, a chi si è sentito diverso per mille motivi o solo per il fatto di amare i libri, a chi è sensibile, a chi legge senza pretese e senza il dover per forza avere tra le mani un capolavoro… Un libro che nasce dalla fantasia ma che riesce a dipingere la nostra realtà, perché certi fatti accadono anche sotto i nostri occhi ma non diamo loro peso.

Ecco, in poche parole, se posso darvi un consiglio… leggetelo senza pregiudizi e senza voler fare inutili confronti!

Roberta Salis

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