L’eleganza del riccio

Autrice: Muriel Barbery

Traduttrici: Emanuelle Caillat e Cinzia Poli

Edito da E/O

Pubblicato nell’aprile del 2014

Pag. 319

DESCRIZIONE DEL LIBRO

Siamo a Parigi in un elegante palazzo abitato da famiglie dell’alta borghesia. Dalla sua guardiola assiste allo scorrere di questa vita di lussuosa vacuità la portinaia Renée, che appare in tutto e per tutto conforme all’idea stessa della portinaia: grassa, sciatta, scorbutica e teledipendente. Invece, all’insaputa di tutti, Renée è una coltissima autodidatta, che adora l’arte, la filosofia, la musica, la cultura giapponese. Poi c’è Paloma, la figlia di un ministro ottuso; dodicenne geniale, brillante e fin troppo lucida che, stanca di vivere, ha deciso di farla finita (il 16 giugno, giorno del suo tredicesimo compleanno, per l’esattezza). Fino ad allora continuerà a fingere di essere una ragazzina mediocre e imbevuta di sottocultura adolescenziale come tutte le altre. Due personaggi in incognito, quindi, diversi eppure accomunati dallo sguardo ironicamente disincantato, che ignari l’uno dell’impostura dell’altro si incontreranno grazie all’arrivo di monsieur Ozu, un ricco giapponese, il solo che saprà smascherare Renée e il suo antico, doloroso segreto.

RECENSIONE

Carissimǝ Amanti dei libri,

per la mia challenge #leviamolapolveredailibri vi parlo di un libro molto conosciuto, amato da molti e altrettanto criticato…

A me è piaciuto e tra le sue pagine ho percepito tanta bellezza.

Ma, attenzione, non è un libro leggero come sembra.

“L’eleganza del riccio” di Muriel Barbery è un libro per chi riesce a cogliere cosa si cela al di là delle apparenze, un libro capace di far comprendere che spesso le persone che giudichiamo “normali”, ordinarie, insignificanti in realtà sono dei tesori che racchiudono sorprese inimmaginabili!    

Il libro è ambientato a Parigi, in un palazzo situato in rue de Grenelle. È un palazzo lussuoso in cui vivono famiglie con un tenore di vita elevato. Gli appartamenti sono tutti enormi e tutti abitati. Il romanzo si svolge con l’alternarsi di due voci: quella della portinaia Renée e quella della giovanissima Paloma, figlia di una delle ricche famiglie che vive nel palazzo. Renée e Paloma sono accomunate da una caratteristica: non sono ciò che sembrano!

Particolare caratteristica, vero?

La loro vita è come quella dei ricci che nascondono la loro vera essenza

Renèe è all’apparenza una donna sciatta e in sovrappeso, una semplice portinaia, vive di programmi televisivi. È una donna povera, vedova e che non ha avuto la possibilità di studiare. Vive con il suo gatto.

La sua storia, il rivelarsi della sua persona mi è rimasta nel cuore. Mi sono sentita molto vicina al suo modus vivendi: quel non ostentare e non mettersi in mostra che tanto non piace al mondo di oggi.

Paloma è una ragazzina infelice che ha già deciso la data in cui si ucci.derà. sì, il 16 giugno, il giorno del suo tredicesimo compleanno lei saluterà questa vita. Nella sua famiglia nessuno la comprende, il padre è un uomo assente e ottuso, la madre vive per le sue piante, mentre con la sorella ha un rapporto conflittuale. Infatti, Colombe è alquanto dispettosa!

Le due protagoniste comprenderanno il valore e l’intelligenza di cui entrambe sono dotate, il loro incontro avviene nel rispetto e nella lealtà, nella promozione reciproca che spezza la normalità e non crea nessun presupposto perché la superficialità germogli.

Ad arricchire la vita della portinaia arriverà anche Ozu che con la sua gentilezza riuscirà a vedere oltre ciò che Renée mostra a tutti e saprà cogliere la sua anima delicata, colta e innamorata dell’Arte.

Sarà meraviglioso vedere la vita che sboccia e cogliere che l’amore trasforma ogni vita in modo nuovo, aiuta a riscoprirsi e a rivalutarsi. Bellissimo!

L’autrice è riuscita a racchiudere nell’ordinarietà dei personaggi uno straordinario messaggio che tocca domande e temi esistenziali, che invita a non fermarsi a quanto narrato ma a spingersi tra le pieghe della vite che si raccontano

Libro delicato che spinge a guardare oltre…

Libro per chi sa cogliere i dettagli.

Andare oltre le apparenze.

Non fermarsi solo a ciò che gli altri mostrano di sé.

Questo è un libro che si ama o si odia a seconda della predisposizione con cui lo si legge, per questo suggerirei a chiunque voglia leggerlo di prendere con sé curiosità e spirito d’osservazione per cogliere la profondità dei messaggi che vengono veicolati.

Sono numerosi i richiami filosofici che possono ostacolare la lettura di chi non ha delle conoscenze, ma, al contrario, può anche far sbocciare un nuovo interesse per concetti che da sempre caratterizzano la nostra cultura… dipende dai punti di vista, come sempre!

Una bella storia di amicizia.

Una lettura da “masticare” con lentezza.

Pagine che hanno molto da sussurrare.

Il finale mi ha sconvolto. Ho pianto.

Un libro che mi è rimasto nel cuore e che rileggerò. Amo i libri delicati.

Roberta Salis

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