Addio, a domani – La mia incredibile storia vera

Autrice: Sabrina Efionayi

Edito da Einaudi

Pubblicato nell’aprile del 2022

Pag. 192

 

DESCRIZIONE DEL LIBRO

Sabrina Efionayi ha due madri. Una è Gladys, la sua madre biologica, che è nata in Nigeria ed è venuta in Italia a diciannove anni per lavorare e sostenere la famiglia rimasta a Lagos; non sapeva che il suo mestiere sarebbe stato vendere il proprio corpo. L’altra è Antonietta, è napoletana, e non immaginava che un giorno Gladys avrebbe attraversato la strada tra le loro case e le avrebbe messo in braccio Sabrina, chiedendole di occuparsi di lei, di diventare sua madre. Non lo immaginava, ma quando è successo ha accettato. Da quel momento Sabrina si è ritrovata in una situazione speciale, perché i rapporti con la sua madre biologica, con le sue origini, non si sono interrotti, e così lei è cresciuta tra Castel Volturno e Scampia, tra Prato e Lagos, cambiando famiglia, lingua, sguardo e cultura, in costante ricerca di un centro di gravità. Un’identità complessa, la sua, che già il nome racconta: Sabrina, come la figlia dell’aguzzina di Gladys, scelto per compiacerla; Efionayi, come un uomo che non è il padre, ma che le ha dato un cognome.

 

RECENSIONE

“Questa storia avrei voluto scriverla dicendo: io. Perché è la mia. A mano a mano che ci entravo, però, mi sono resa conto di non riuscirci-troppo difficile, troppo doloroso. Avevo bisogno di prendere le distanze, di guardarmi dall’esterno, come se quella che stavo raccontando non fosse la vita mia, ma di qualcun altro”.

 

Carissimi Amanti dei libri,

oggi vi racconto un libro autobiografico, “Addio, a domani – La mia incredibile storia vera” di Sabrina Efionayi che mi ha toccato profondamente, commosso e fatto riflettere… perché ascoltare certe storie apre gli occhi, spalanca il cuore, fa sentire meno soli nel dolore e una sola cosa come esseri umani.

No, non è una storia facile da leggere.

Personalmente, mi sono fermata più volte durante la lettura perché sentivo forte tutto il dolore racchiuso in certe situazioni…

Sabrina è una ragazza afrodiscendente, nata a Castelvolturno da madre nigeriana, Gladys. Gladys è originaria di Lagos, per cercare un futuro migliore e per sostenere la numerosa famiglia di origine è arrivata in Italia grazie all’aiuto di Joy, una donna che si è offerta di darle lavoro e alloggio sotto il proprio tetto. Chissà quante emozioni avrà provato nel sognare l’Italia e la sua nuova vita!

Joy e suo marito Frank, infatti, aiutano tante ragazze provenienti da diverse zone dell’Africa offrendo loro protezione, riparo e lavoro… peccato che il lavoro consista nel prostituirsi e nel dover dare loro tutto ciò che guadagnano con il proprio corpo per ripagare un debito che mai si estinguerà e che le terrà vincolate a quella donna e a quelle mura maledette in attesa di una libertà che non avranno mai. Così inizia la schiavitù di Gladys…

Con quel lavoro che la porta a vendere il proprio corpo e a perdere se stessa incontro dopo incontro, Gladys, capisce che il futuro per lei non esiste e nemmeno la possibilità di sognare. Vive come una schiava tra le urla e i ricatti di Joy, nei freddi incontri con i clienti e con la paura di dover vivere di nascosto il suo amore per un ragazzo che crede sarà l’uomo della sua vita…

E quando scopre di essere incinta le cose si complicheranno ulteriormente.

Quando nasce la figlia, Sabrina, viene costretta a tornare subito sulla strada. Ma come può fare? La bambina è appena nata, il suo corpo è reduce da uno sforzo che necessita di riposo e serenità, ma Joy le ricorda che deve pagare il debito.

Gladys deve fare la sua scelta più dura.

L’unica soluzione che trova è quella di separarsi dalla piccola Sabrina. Decide di affidarla alle cure di una famiglia italiana perché non può darle la serenità che merita fino a quando dovrà lavorare per strada. In fondo, di quella famiglia si fida, lei è sempre stata accolta bene da loro…

Così, Sabrina cresce con due mamme, una bianca e una “nera”, una che la cresce e con qui sta tutti i giorni e una che vede raramente, una è Antonietta e l’altra è Gladys… Una che impara a conoscere con il loro rapporto intessuto di quotidianità e l’altra che rispetta ma con cui non ha nessuna confidenza. Ogni volta che viene la sua seconda mamma, guarda Antonietta come per cercare approvazione…

Sabrina racconta il proprio percorso in un mondo dove fatica a ritrovare se stessa … si percepisce il combattimento interiore di chi si affaccia alla vita e cerca di prendere consapevolezza del proprio essere nel mondo… e per lei che si ritrova ad essere italiana con la pelle nera, che viene definita straniera lo è ancora di più.

Per lei funziona sempre allo stesso modo… In Nigeria viene vista come troppo italiana, in Italia viene vista come straniera. Non vi fa riflettere quanto la nostra società sia ancora poco aperta verso il mondo che cambia? Quanta chiusura ci sia ancora verso le persone che vengono giudicate per il colore della propria pelle?

Sabrina ci racconta la sua storia ma è la storia di tanti ragazzi come lei che ogni giorno lottano per essere riconosciuti nella nostra società.

Sabrina affronta il dolore delle sue origini per ritrovare la pace, per ritrovare se stessa in un percorso che l’ha segnata profondamente… dove non sono mancate le assenze, dove le presenze non sono quelle che si aspettava, dove non sempre è semplice riconoscersi.

Sono preziose queste pagine. Sono cariche di vita.

Una vita che non sempre è clemente e giusta. Una vita che pare senza senso… ma senza dubbio, Sabrina si mette a nudo per farci entrare in una realtà che non possiamo più ignorare!

Sabrina all’inizio del libro ci invita a partire con lei per scoprire la sua storia.

Ecco, io l’ho fatto e ho fiducia in lei e continuo a tenerla per mano perché riesca sempre a scorgere la sua strada con il coraggio che la contraddistingue e che dimostra tra queste pagine! Grazie Sabrina per averci regalato la tua storia e per avermi dato la possibilità di aprire gli occhi e spalancare il cuore.

Assolutamente consigliato, fatevi un regalo!

Roberta Salis

 

 

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