Il giocatore

Autore: Fëdor Dostoevskij

Traduttore: Bruno del Re

Edito da Einaudi

Pubblicato nel gennaio del 2019

Pag. 171

 

 

DESCRIZIONE DEL LIBRO

Divorato da un’insana passione per l’ambigua Polina che sembra non ricambiarlo, il giovane Aleksej si lascia sedurre dal demone del gioco, che lo trascina fatalmente verso una progressiva e inesorabile discesa agli inferi. Per ritrovarsi prigioniero di un mondo oscuro eppure pieno di luci che affascinano e illudono. Un mondo in cui, svanita l’ipocrisia, si rivela tutta la casualità della vita, dove il confine tra fallimento e trionfo lo stabilisce il rimbalzare di una pallina bianca e non c’è spazio per nessuna morale. Una vicenda “scherzosa”, come scrive Ginzburg, in cui alla fine non c’è redenzione, ma solo la consapevolezza disillusa e divertita di chi ha accettato le regole del gioco.

 

 

RECENSIONE

 

Carissimi Amanti dei libri,

oggi vi parlo del libro che abbiamo letto insieme al GdL #classicsinfriendship, “Il giocatore” di Fëdor Dostoevskij… già il nome è per me una garanzia!

Dello stesso autore ho apprezzato “Le notti bianche” che consiglio a chi si vuole approcciare a questo autore con una lettura semplice e breve.

 

Non si tratta di un libro autobiografico anche se, leggendo qua e là sul web, pare che Dostoevskij fosse particolarmente incline al gioco d’azzardo. Inizialmente, la lettura, pur essendo scorrevole, non è semplice e si rischia di confondersi con i nomi dei personaggi russi presenti e non facilmente pronunciabili. Tra l’altro sembra un po’ tutto confuso.

La tentazione può essere quella di fermarsi alle prime pagine, ma se anche voi state sperimentando la voglia di arrendervi, vi invito a proseguire nella lettura perché ne vale la pena…

La vicenda narrata è ambientata nel XIX secolo, in Germania, dove incontriamo il giovane protagonista Aleksej Ivànovic, precettore in una famiglia importante a Rolettemburg. Sin da subito è chiaro il suo amore per una strana ragazza, Polina, a cui dimostra apertamente il suo amore ma che la ragazza sembra non ricambiare, anzi, ha un atteggiamento ambiguo, gli fa strane domande, strane richieste senza mettersi mai a nudo nei sentimenti. Una ragazza che sin dalle prime batture appare inaffidabile!

Aleksej ha un fuoco che lo divora dentro e che gli fa perdere di vista tutto il resto: è il vizio del gioco, perde ore e ore nei tavoli da gioco preso da una smania che non lo fa smettere e dall’assurda speranza che dopo la perdita ci sarà la vincita, fino a restare senza uno spicciolo in tasca. Gioca per amore di Polina, gioca per se stesso, gioca nella vita…

Sì, perché per amore di Polina è disposto a tutto e rischia di perdere tutto…

Fino a quando, inaspettatamente, arriva la nonna, la “baboulinka” e la narrazione cambia tono… i personaggi sembrano rianimarsi da una sorta di torpore, anche perché tutti credevano che fosse morta e già qualcuno contava di spendere e spandere i suoi averi…

Peccato che questa energica nonnina, abbia più grinta di tutti i protagonisti messi assieme e decide di spendere tutti i suoi soldi nel gioco… e puntata dopo puntata ci prende gusto! Naturalmente per le giocate, la nonna “arruola” Aleksej che così non può più trascorrere il suo tempo a sondare i sentimenti di Polina…

È un libro da scoprire, un libro da gustare e con cui sorridere perché l’ironia non manca e coinvolge un po’ tutti i personaggi con le proprie caratteristiche che ve li faranno amare o risultare antipatici…

Mi soffermo solo sul fatto che mi è piaciuto molto che l’autore abbia dedicato tanto spazio a coloro che sono dipendenti dal gioco, descrivendone la speranza, la febbre, il coraggio ma anche mettendo in evidenza come il vizio rubi la vita della persona dipendente, e, nonostante rischi di andare in rovina, non si ferma. In fondo ogni dipendenza è così, dall’euforia porta a toccare il fondo e la narrazione apre gli occhi al lettore, forse anche come monito a prestare attenzione a ciò che fa… Il rischio è per tutti, in molti modi, dietro l’angolo!

Roberta Salis

 

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