L’Arminuta

Autrice: Donatella Di Pietrantonio

Edito da Einaudi

Pubblicato nel febbraio 2019

Pag. 163

 

DESCRIZIONE DEL LIBRO

Per raccontare gli strappi della vita occorrono parole scabre, schiette. Di quelle parole Donatella Di Pietrantonio conosce il raro incanto. La sua scrittura ha un timbro unico, una grana spigolosa ma piena di luce, capace di governare con delicatezza una storia incandescente. È quello che accade con L’Arminuta fin dalla prima pagina, quando la protagonista, con una valigia in mano e una sacca di scarpe nell’altra, suona a una porta sconosciuta. Ad aprirle, sua sorella Adriana, gli occhi stropicciati, le trecce sfatte: non si sono mai viste prima. Inizia così questa storia dirompente e ammaliatrice: con una ragazzina che da un giorno all’altro perde tutto – una casa confortevole, le amiche più care, l’affetto incondizionato dei genitori. O meglio, di quelli che credeva i suoi genitori. Per «l’Arminuta» (la ritornata), come la chiamano i compagni, comincia una nuova vita.

 

RECENSIONE

Carissimi Amici dei libri,

leggere l’Arminuta di Donatella di Pietrantonio è stato un po’ come ricevere un pugno nello stomaco. Un romanzo intenso, duro e doloroso ambientato in Abruzzo verso la fine degli anni ’70… una storia che richiama un’usanza abituale in tutta l’Italia, da nord a sud, in voga negli anni passati e non troppo lontani dai giorni nostri.

Infatti, spesso, le famiglie con troppi figli che non erano in grado di mantenerli tutti, promettevano il nascituro a chi figli non ne poteva avere e il/la bambino/a diventava parte della famiglia adottante. In fondo, che ricordi può avere un bimbo appena nato? Ma non era certo una pratica legale! Il bambino veniva proprio “regalato” alla nuova famiglia che sicuramente poteva garantirgli un futuro migliore…

Ci tengo a precisare, che scrivo queste cose narratemi da persone che hanno visto, per anni, mettere in pratica questa usanza… la mia esperienza è diversa e ve la narrerò in seguito… ma torniamo al libro.

L’Arminuta o la “Ritornata” è una ragazzina di tredici anni quando, improvvisamente, si trova a dover preparare la valigia e a lasciare la famiglia dove è cresciuta per ritornare a vivere nella sua famiglia di origine. Non sapeva nemmeno di avere un’altra famiglia!

Si sente persa, abbandonata, non riesce a spiegarsi il perché debba lasciare la sua famiglia, quella che lei conosce ed è vissuta da sempre, per andare in un’altra dove non conosce nessuno e nessuno la conosce davvero. Ma perché questa ragazzina si ritrova quasi a sentirsi figlia di nessuno? La sua è una vita che inizia segnata pesantemente dalla povertà. La sua famiglia, avendo già altri figli, non riuscirebbe a mantenerla per cui viene data ad una famiglia imparentata con i suoi genitori… e lì cresce, crea delle amicizie importanti, studia con profitto.

Dunque, costretta ad abbandonare la famiglia che l’ha cresciuta, si ritrova in un contesto in cui non ha più amicizie, si parla principalmente in dialetto, deve imparare a conoscere i suoi veri genitori ed i fratelli di cui ignorava l’esistenza… Le parole ‘mamma e papà’ perdono quasi senso nel suo dolore, si percepisce la sua rabbia per quelle scelte obbligate che coinvolgono la sua vita, che nessun adulto vuole spiegarle. Certamente poi, i suoi genitori biologici non sono come quelli che l’hanno allevata… sono brutali, inclini alla violenza e vivono perennemente affamati e in cerca di sfuggire dalle grinfie della povertà.

Nessuno sembra curarsi di lei e delle sue esigenze, tutto ciò che aveva vissuto fino a quel momento, di colpo viene cancellato… l’unica che le sarà vicino sarà la sorella che non sapeva di avere, Adriana, con cui si stabilirà un’alleanza fraterna, capace di rendere più vivibile la sua nuova vita!

L’Arminuta è la storia di tante persone, la storia di tutti quelli che hanno dovuto imparare a convivere con la povertà, con la fame, in contesti difficili in cui sembra sempre che non ci sia una via d’uscita… È una storia che si compone di due realtà:

-quella della vita agiata: fatta di buona cucina, feste con le amiche, lezioni danza, di studio e vacanze al mare…

-quella segnata dalla povertà, dove la ricerca di una vita migliore porta alla morte, dove la sopravvivenza è segnata da rinunce e sacrifici forzati, dove tutti, in famiglia, devono fare la propria parte per andare avanti, dove si dorme tutti insieme in una stanza, dove si è costretti a condividere lo stesso letto e la stessa acqua per lavarsi…

Si narra la realtà abruzzese ma… la stessa realtà accomuna tante zone dell’Italia e tante parti del mondo dove non si nasce in mezzo ai privilegi…

Ho vissuto sulla pelle “L’Arminuta”, quando anni fa, in Perù, una mamma voleva regalarmi il proprio figlio perché avesse un futuro migliore. Non dimenticherò mai quei momenti, le domande che affollavano la mia mente e la paura di una scelta così forte per una madre… rinunciare al proprio figlio perché abbia una nuova vita… e se ci penso, ancora mi commuovo…

 

Un libro assolutamente da leggere che ci aiuta a dare meno per scontata la nostra vita!

Roberta Salis

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