Leopoldo II del Belgio

Carissimi Amanti dei libri,

nella nuova uscita della #emseitalia troviamo il volto di “Leopoldo II del Belgio”, ma chi era?

Era un re che non si accontentò di regnare solo sul Belgio, voleva espandere il proprio territorio e il proprio dominio, lo fece a spese di una nazione africana: il Congo. Nel maggio del 1885 milioni di africani totalmente all’oscuro delle decisioni che si prendevano a migliaia di chilometri di distanza, divennero sudditi e proprietà di Leopoldo II. Nacque così lo Stato Libero del Congo e lui era l’unico sovrano. Avrebbe governato su un territorio vastissimo, circa settanta volte più grande del Belgio e con milioni di abitanti… chissà quanti! Non sapeva nemmeno dove finissero i confini, ma che importanza aveva? Nemmeno suo padre si spinse fin dove era riuscito ad arrivare lui.

Ma cosa voleva fare del suo nuovo regno africano? Portare, attraverso una campagna di pubbliche relazioni, la civiltà e il progresso a qualunque costo per dimostrare la sua impresa gloriosa a tutti.

“Quanto ai neri, «i miei neri, se non impareranno ad amarmi, impareranno almeno a obbedirmi e a temermi». O moriranno”.

Così, Leopoldo II, inizio la sua avventura con il territorio africano… Naturalmente, lui non mise mai piede in Congo, ma era al corrente di tutto ciò che accadeva nei suoi territori.

Gli abitanti del nuovo Stato venivano costretti a estrarre il caucciù dalle cortecce degli alberi, attraverso un regime del terrore che non assicurava compensi a nessuno ma che teneva in schiavitù tutti. Come se non bastasse, chi si rifiutava di obbedire o si opponeva agli ordini impartiti pagava con la mutilazione: gli veniva mozzata la mano e se opponeva resistenza, veniva ucciso uno dei suoi familiari per fare in modo che restasse fermo a subire la sua punizione.

…Per non parlare delle spedizioni punitive in cui devastavano interi villaggi e li bruciavano, rapivano le donne e le stupravano, mettevano in atto omicidi di massa. A questo si aggiungeva la difficile situazione del territorio: non c’era cibo e le malattie decimavano le persone.

Al re non importava come, ma doveva avere il prezioso caucciù e lo pretendeva sempre in quantità maggiori e a qualunque costo, poco importavano le difficoltà che i suoi schiavi incontravano, dovevano produrre…

Dunque, il suo volto da filantropo, in realtà, rivelava quello di un criminale spietato responsabile di milioni di morti tra i congolesi. Lo sfruttamento e la schiavitù erano indicibili e invano tentò di far tacere i testimoni scomodi. Per fortuna, alcuni giornalisti gridarono in ogni angolo del mondo ciò che accadeva in Congo e da qui nacque il primo movimento per la difesa dei diritti umani. La figura del buon filantropo di Leopoldo II decadde irrimediabilmente!

Grazie alle prime denunce dei crimini inferti al popolo congolese si hanno le foto dell’epoca e, finalmente, si fermò la carneficina che ha spezzato incalcolabili vite!

Mi spaventa sempre constatare quanto l’interesse per gli affari economici superi il valore della vita, mi spaventa vedere che (e succede anche oggi!) certe vite valgano meno di altre o possano essere “spremute come limoni” per il piacere, il divertimento o l’accrescimento economico di pochi… Mi spaventa tutto ciò che è accaduto nel passato, ma ancor di più vedere che certi tiranni sono ancora più crudeli nel presente.

Senza giudizio, con compassione, con comprensione… penso che il cuore dell’uomo sia sempre lo stesso e che viaggi di epoca in epoca nella Storia dell’Umanità!

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Roberta Salis

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