Luci nella Shoah

 

Autore: Matteo Corradini

Edito da: De Agostini

Genere: Bambini e Ragazzi

Pag. 224

Pubblicato nel gennaio 2021

 

DESCRIZIONE DEL LIBRO

Nella tragedia della Shoah, lo sterminio degli ebrei operato da fascisti e nazisti negli anni della Seconda guerra mondiale, milioni di persone hanno sofferto un dolore simile. Spesso hanno anche subìto una sorte comune. Ma quel dolore non è stato l’unica esperienza. Ciò che univa le persone è stata spesso la vita passata, e la speranza presente. Molti sopravvissuti ricordano che pur nel buio e nell’angoscia si aggrappavano a ricordi, pensieri, oggetti per tenersi vicino un mondo che sembrava non esistere più. Piccole speranze che hanno permesso ai deportati di passare il tempo, arrivare a sera, non demordere, in una parola: resistere. La resilienza dei deportati passa attraverso piccoli oggetti quotidiani, passioni, affetti. Cose apparentemente poco significative che diventano fondamentali. Le 28 storie raccolte in questa antologia sono vere, e i loro protagonisti adolescenti del tutto simili ai giovani lettori cui il libro è destinato. Vicende commoventi, illuminanti ed esemplari che ci rivelano dove possiamo trovare la forza di cui abbiamo bisogno nei momenti difficili.

 

 

RECENSIONE

Carissimi Amanti dei libri,

come sapete, ogni mese, mi piace farvi conoscere un libro che parli della Shoah, perché tutti possiamo imparare dalla storia, perché non si ripetano le atrocità del passato, perché insieme possiamo aiutarci a non dimenticare.

Oggi, vi presento il libro scritto da Matteo Corradini “Luci nella Shoah”, un libro per adolescenti ma che sarà impossibile che rimanere insensibili anche se si è adulti. Sono storie vere, storie di bambini, ragazzi e adulti ebrei. Sono persone, nate con l’unica colpa di essere ebree… persone che hanno conosciuto persecuzioni, la durezza dei lager, la fame e le ingiustizie, la fretta di doversi nascondere sperando di riuscire così a sopravvivere. 28 storie, 28 nomi, 28 vite che hanno saputo mantenere viva la speranza, hanno acceso una luce attorno a loro mentre il buio imperava, mentre la paura si faceva strada nei cuori di tutti. Alcuni sono sopravvissuti e altri non ce l’hanno fatta.

Ma cosa ha acceso la speranza in queste persone, in un periodo così buio e triste nella storia dell’umanità?

Per il polacco Arie, tolti gli oggetti e i ricordi più cari, fu l’amore per la pallavolo a mantenerlo in vita nel lager di Berger-Belsen…

Per la piccola Inge Auerbacher, fu Marlene, la sua bambola di pezza, a salvarle la vita. La sua unica bambola, quella a cui il soldato tedesco strappò la testa per controllare se ci fosse nascosto qualcosa all’interno. Marlene era la migliore amica di Inge, quella a cui raccontava le sue paure, le sue giornate vissute nel ghetto di Terezín.

Per il giovane Marek Edelman, fu un maglione rosso a portargli fortuna.

Per la neonata Larisa Breicher, fu l’amore di una coppia cristiana a salvarla. Infatti, la madre, costretta a scappare perché ebrea, la affida ai coniugi Bobin. Quando la guerra finisce, della madre di Larisa non c’è traccia ma il padre è vivo, si è salvato dalla guerra e finalmente può riabbracciare la sua creatura.

Questi sono solo alcuni frammenti delle storie che si possono leggere nel libro, storie che emozionano e che attraverso il racconto dell’autore, toccano il cuore, fanno riflettere sulle situazioni disumane in cui furono costretti a vivere gli ebrei.

Nonostante tutto, è meraviglioso vedere come la speranza per alcune persone è stata così forte da affrontare ogni privazione con coraggio, da far superare la paura della morte, da mantenere viva la fiamma della vita… Non tutti ce l’hanno fatta, alcuni sono morti nei lager ma, la loro luce è arrivata fino a noi e siamo noi a dover alimentare questa fiamma perché nel mondo non torni più il buio della Shoah!

Scorrevole, ben documentato, scritto in maniera semplice ma non banale. Una raccolta di storie che non lascia indifferenti e che dà un’altra prospettiva ad una delle pagine più tristi della nostra Storia!

Consigliato!

Roberta Salis

 

Condividi sui social

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Non puoi copiare il contenuto di questa pagina