Rasputin

Carissimi Amanti dei libri,

nuova uscita della #emseitalia e nuovo personaggio che si aggiunge al panorama delle biografie che approfondisco sempre con piacere e interesse.

Oggi vi parlo di Grigorij Efimovič Rasputin, o come meglio si conosce, Rasputin, un personaggio davvero fuori dalle righe e, per me, molto interessante.

Un monaco, un mistico, un taumaturgo ma non come si intende nel mondo cristiano, naturalmente! Meglio partire dall’inizio…

Rasputin nasce in un piccolo paese della Siberia, Pokrovskoe, vicino ai monti Urali. Da piccolo, durante una giornata con il fratello sul fiume Tjura dove amavano andare a pescare, caddero nel fiume. Suo fratello, Misha, morì. Lui si salvò, la Madonna gli aveva parlato. Quando si svegliò capì quale sarebbe stata la sua strada, aveva 9 anni e se avesse voluto incontrare “la bella Signora vestita di bianco” avrebbe dovuto diventare uno starec, un mistico, un predicatore errante.

Gli starec erano delle figure importanti al tempo di Rasputin, erano considerati eletti di Dio, profeti, guide spirituali per il popolo, consiglieri fidati che avevano un grosso seguito di persone. Erano venerati come dei santi.

Si sposa giovanissimo e la vita gli gioca un brutto scherzo, suo figlio morirà dopo pochi mesi. Per Rasputin è un duro colpo che lo fa vacillare, un’apparizione della Madonna lo salverà e si sentirà chiamato a lasciare la moglie e la casa per partire. Si rifugia nel convento di Verchoturje dove entrerà in contatto con i membri di una setta illegale ma che conta numerosi adepti: I Chlisty. I Chlisty hanno una loro dottrina che si distacca dalla Chiesa ortodossa considerata decadente, sorpassata e corrotta; la loro dottrina sconvolge i canoni conosciuti tanto da considerarsi eretica. Infatti, la religiosità si accompagna alla carnalità perché per liberarsi dal peccato occorreva conoscerlo… e questo principio portava gli aderenti alla setta ad organizzare orge e Rasputin, durante la sua vita, fu spesso accusato di stupro.

Dopo lasciato il convento torna nel suo paese natale dove fonda la sua chiesa, anche grazie al sostegno della moglie, del padre e del suo popolo. Rasputin ha carisma, è un’analfabeta con il dono della parola, conosce i bisogni della gente, arriva al loro cuore e magnetizza con il suo sguardo… oltre che sedurre numerose signore del tempo…

Nel 1905, Rasputin viene chiamato dallo zar Nicola II e da sua moglie Aleksandra. La sua fama di guaritore lo precede ed è riconosciuta in tutto il Paese. La speranza della coppia reale è che guarisca il loro unico figlio, Aleksej, che soffre di emofilia e rischia di morire. Rasputin salva il bambino. Le teorie su come lo abbia guarito sono tante, molti dicono che riusciva a guarire le persone con il suo modo calmo di parlare e di infondere speranza e positività in chi stava male.

Si diceva che riservasse anche alla moglie dello zar i suoi trattamenti particolari… così come li riservò a tante donne incapaci di resistergli!

Naturalmente, Rasputin, aveva anche tanti nemici della Chiesa ortodossa che volevano eliminarlo dalla scena e ciò si inasprì con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale.

Rasputin era un pacifista che intimava la ritirata. L’esercito russo subiva numerose perdite e questo si ritorceva contro la nazione.

Considerato un pericolo, un corrotto e un impostore fu fatto cadere di una trappola creata da alcuni nobili nel 1916. Fu avvelenato con una dose che avrebbe ucciso un bisonte, ma non morì… riuscì a scappare ma i suoi aguzzini lo finirono con dei colpi di pistola e lo gettarono nel canale Fontanka di San Pietroburgo.

La notizia della morte di Rasputin divide gli animi. Ci fu chi era felice di aver librato la Russia da una presenza così negativa e chi pianse disperato venerando la sua immagine nella certezza di avere perso un santo.

Una lettura magnetica, coinvolgente, appassionante. Non conoscevo la storia di Rasputin e sono rimasta folgorata dalla sua storia fatta di spiritualità e pura umanità… Le sue teorie sulla purificazione dal peccato sono fuori da ogni logica e certamente, dal punto di vista umano, non era poi così santo. Ma chi può dirlo? In fondo, non si dice che i santi fossero tutti peccatori?

Personaggio da conoscere e approfondire. Super consigliato!

Roberta Salis

 

 

 

 

 

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