Robespierre

Carissimi Amanti dei libri,

vi presento la nuova uscita di #emseitalia dedicata Robespierre!

Quando si nomina Robespierre subito viene in mente la tanto odiata e amata Rivoluzione Francese che tutti abbiamo studiato sui banchi di scuola. Io l’ho amata.

Robespierre è stato ed è ancora oggi uno dei personaggi più controversi tra i protagonisti della Rivoluzione francese, su di lui l’opinione si divide. C’è chi lo ritiene un paladino dei valori rivoluzioni e chi, invece, pensa che sia solo un sanguinario demagogo senza scrupoli. Due opinioni opposte!

Robespierre è originario di Arras che si trova a nord-est della Francia, è il primo di cinque figli e molto presto dovrà affrontare la perdita di entrambi i genitori. Si distingue per le sue capacità negli studi e con impegno diventa avvocato. Sceglie la stessa professione del padre.

Viene definito “avvocato del popolo” perché difende spesso persone comuni senza volere un compenso e denuncia le ingiustizie dell’Ancien Régime contro i più deboli.

Nel giugno del 1789 viene eletto per il Terzo Stato, viene definito dai suoi elettori come esempio di integrità morale e fa parte di coloro che non vogliono compromessi con la monarchia.

Divenuto deputato si schiera dalla parte dei deboli per denunciare i complotti ai danni del popolo francese. È convinto che la Rivoluzione sia importante e vada difesa dai nemici. Per il suo atteggiamento fermo nelle sue convinzioni viene definito da tutti “l’Incorruttibile”… È una persona schiva, sobria, con una vita austera e non incline allo sfarzo o alla ricchezza. Non si sposerà e non avrà figli, le donne non sembrano interessarlo.

Il suo unico scopo nella vita sembra quello di dedicarsi totalmente alla politica rivoluzionaria. A causa delle sue doti oratorie viene definito dai nemici e dalla stampa un pericoloso demagogo, ma il popolo lo adora e lo considera come il maggio referente.

Nel 1793 diventa membro del Comitato di salute pubblica che gli dà accesso alle responsabilità di governo. Il Comitato viene criticato dai Girondini perché è un organo aperto a pochi membri che gestiscono il potere, l’accusa è che porti alla dittatura!

La politica di Robespierre prevedeva l’abbattimento dei nemici esterni ed interni e lo fece soprattutto con delle leggi repressive per colpire chi era contro la Rivoluzione… ma tutto questo portò ad un fiume di sangue… La politica del Terrore fece azionare giorno e notte la ghigliottina per tutti gli oppositori o i traditori. Nessuno poteva contraddire Robespierre!

Eppure anche per lui arrivò la fine… nello stesso modo in cui aveva ucciso i nemici.

Fu arrestato nel 1794, ferito gravemente e condotto nel luogo dove il suo sangue si aggiunse a tutto quello che per le sue idee avevano versato i suoi nemici. Anche lui fu ucciso dalla ghigliottina!

Non è facile sintetizzare la vita di Robespierre e le sue idee politiche in un periodo di equilibri delicati come quello della Rivoluzione Francese. A me, ciò che… fa riflettere è il suo cambiamento nel corso degli anni, da persona sensibile si trasforma in un essere incapace di provare sentimenti per la fine di una vita umana. Non dà peso e valore nemmeno alla vita di coloro che sono stati suoi amici… Non prova pietà!

Da essere senziente e preoccupato per la vita del popolo, si trasforma in tiranno… che vede nemici ovunque e che in qualche modo vuole estirpare come se fosse gramigna!

Era disposto a tutto pur di vedere la Francia diventare il modello per le altre nazioni e il terrore fu il mezzo che scelse. Terrore inteso come giustizia severa e inflessibile che per lui era giustizia originata dalla virtù…

I suoi ideali lo accecarono, lo resero sordo, lo condannarono ad essere uno dei tanti tiranni che la storia ci tramanda perché possiamo imparare a evitare che le atrocità si ripetano… ma forse, non abbiamo ancora imparato nulla dalla storia!

Consiglio la lettura agli amanti dei generi #crime # thriller e della #criminologia

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Roberta Salis

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