Tomás de Torquemada

Carissimi Amanti dei libri,

avete mai sentito parlare di Inquisizione?

Questa settimana la #emseitalia ci presenta uno dei più grandi Inquisitori con le sue luci e le sue ombre…Tomás de Torquemada!

Era un religioso spagnolo, un domenicano, il priore del convento Santa Cruz di Segovia, era il nipote del conosciuto priore della chiesa di San Paolo di Valladolid, Juan de Torquemada, che lo accolse in convento come novizio quando era ancora adolescente e forse non si era mai interrogato sulla vita…

La sua famiglia era composta da ebrei convertiti al cristianesimo… In quel periodo chi era ebreo e si convertiva veniva chiamato “converso” ma non era riconosciuto come un vero cristiano, in fondo derivando dagli ebrei erano comunque dei deicidi da tenere d’occhio per il rischio che giudaizzassero il popolo e chi era più debole…

Nel 1483 viene nominato Inquisitore Generale in alcune regioni della Spagna tra cui Castiglia, l’Aragona, il León e stette sempre a stretto contatto con la famiglia reale, i cattolici Ferdinando II d’Aragona e Isabella di Castiglia che risiedevano a Siviglia.

Torquemada non agì mai in cattiva fede, lui credeva di avere una missione da Dio e cercava di servirlo fedelmente, tuttavia sembrava avere una forte avversione per gli ebrei che avevano ucciso il Messia e che erano dunque dei deicidi che meritavano una punizione… essere bruciati vivi, anche se si convertivano!

D’altra parte il fatto che si fossero convertiti prima di morire assicurava loro, secondo Torquemada, che la loro anima andasse dritta tra le mani misericordiose del Creatore… mentre per chi non si convertiva il fuoco in terra sarebbe stato poca cosa in confronto al fuoco dell’inferno in cui sarebbero precipitati.

Torquemada era risoluto, davanti a ebrei e musulmani vedeva solo un’unica soluzione: il fuoco! Per lui, le tre religioni non potevano coesistere in uno stesso territorio, era come vivere insieme alla zizzania e non lo poteva tollerare per amore di Dio, solo il fuoco poteva purificare. Non era uno psicopatico e nemmeno un sadico ma era convinto di fare il giusto e di fare il bene con uno spirito intollerante e determinato.

Certo che… fa pensare a quanto sangue si sia versato in nome di Dio.

Tutti lo hanno fatto e lo fanno ancora credendo di essere nel giusto, ma una domanda mi accompagna, davvero la vita umana vale meno di un dio che nessuno ha mai visto? E non è una domanda eretica…o miscredente… vorrei solo portare l’attenzione sul fatto che ogni divinità delle religioni monoteiste parla di amore e misericordia, perché allora l’uomo si crede dio e in suo nome uccide i suoi simili? Se Dio è Amore non vuol dire che devi uccidere… ci rifletteremo mai?

Consiglio la lettura a tutti per riflettere… ne abbiamo bisogno come umanità!

Roberta Salis

 

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