La casa degli sguardi

Autore: Daniele Mencarelli

Edito da Mondadori

Pubblicato nel febbraio 2020

Pag. 224

 

 

DESCRIZIONE DEL LIBRO

Daniele è un giovane poeta oppresso da un affanno sconosciuto, “una malattia invisibile all’altezza del cuore, o del cervello”. Si rifiuta di obbedire automaticamente ai riti cui sembra sottostare l’umanità: trovare un lavoro, farsi una famiglia… la sua vita è attratta piuttosto dal gorgo del vuoto, e da quattro anni è in caduta “precisa come un tuffo da olimpionico”. Non ha più nemmeno la forza di scrivere, e la sua esistenza sembra priva di uno scopo. È per i suoi genitori che Daniele prova a chiedere aiuto, deve riuscire a sopravvivere, lo farà attraverso il lavoro. Il 3 marzo del 1999 firma un contratto con una cooperativa legata all’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. In questa “casa” speciale, abitata dai bambini segnati dalla malattia, sono molti gli sguardi che incontra e che via via lo spingeranno a porsi una domanda scomoda: perché, se la sofferenza pare essere l’unica legge che governa il mondo, vale comunque la pena di vivere e provare a costruire qualcosa? Le risposte arriveranno, al di là di qualsiasi retorica e con deflagrante potenza, dall’esperienza quotidiana di fatica e solidarietà tra compagni di lavoro, in un luogo come il Bambino Gesù, in cui l’essenza della vita si mostra in tutta la sua brutalità e negli squarci di inattesa bellezza. Qui Daniele sentirà dentro di sé un invito sempre più imperioso a non chiudere gli occhi, e lo accoglierà come un dono. Con la lingua precisa e affilata del poeta, Daniele Mencarelli ci offre con grazia cruda il racconto coraggioso del rifugio cercato nell’alcol, della spirale di solitudine, prostrazione e vergogna di quegli anni bui, e della progressiva liberazione dalla sofferenza fino alla straordinaria rinascita.

 

 

RECENSIONE

Carissimi Amanti dei libri,

come tanti di voi sanno, adoro Daniele Mencarelli e oggi, vi parlo del libro: “La casa degli sguardi” che ho divorato in poco tempo.

Anche questo libro come “Tutto chiede salvezza” è autobiografico, il protagonista è Daniele alle prese con il disagio psichico e la dipendenza dall’alcol che non solo mettono a repentaglio la sua vita ma compromettono anche quella di tutta la sua famiglia. I suoi problemi coinvolgono persino i fratelli sposati che si fanno prossimi ai genitori per sostenerli nel dolore di vedere la vita di Daniele rovinarsi disastrosamente.

Nel bel mezzo del suo disagio psichico, Daniele, trova lavoro in un’impresa di pulizie. A dire il vero, non sa se ce la farà a lavorare dato che l’alcolismo lo divora e non sempre è lucido… ma si mette alla prova facendo un patto con se stesso: quello di non bere dal lunedì al venerdì e di ubriacarsi solo nel weekend. Miracolosamente è fedele a se stesso.

Dal lunedì al venerdì lavora e lo fa anche bene, con buona volontà, stringendo dei rapporti sempre più stretti con i colleghi e nel weekend, beve così tanto da dimenticare che esiste, da non ricordare nulla di ciò che fa o non fa, beve tanto da non reggersi in piedi.

E sì, si ripromette continuamente di smettere di bere ma… la dipendenza dall’alcol è più forte di lui e delle sue prese di posizione. La famiglia vorrebbe mandarlo in una comunità di recupero ma… insistere non serve, Daniele non ascolta nessuno.

Mentre la sua vita precipita, un dettaglio non indifferente colpisce il suo cuore…

Il dolore dei bambini.

Sì, perché la ditta di pulizie in cui Daniele Lavora, presta servizio in uno degli ospedali pediatrici più importanti di Roma e… improvvisamente, si rende conto delle creature che vanno e vengono in ospedale, di quelle che escono guarite e di quei bambini che entrano in ospedale con la speranza di salvarsi, ma nessun miracolo riesce a salvarli. Bambini di tutto il mondo passano sotto i suoi occhi e capisce che…

Anche i bambini muoiono.

Sarà “l’incontro” con un bambino speciale, a cui si affezionerà a cambiare la sua vita… a dargli il coraggio di rifiorire e di riprendere in mano la sua esistenza, perché non è mai troppo tardi per ricominciare.

Ma non voglio raccontarvi tutto.

Lascio anche a voi, l’emozione di sorridere e piangere attraverso la lettura di questo libro.

Lo consiglio? Sì, con tutto il cuore. Mencarelli sa alternare simpatia e profondità senza mai essere pesante o banale e il suo stile mi piace moltissimo, lo percepisco genuino e sensibile.

Roberta Salis

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