Nessuno avrà i miei figli

Autrice: Donya al-Nahi con Eugene Costello

Traduttrice: Linda Rosachino

Edito da Piemme

Pubblicato nel 2007

Pag. 235

 

DESCRIZIONE DEL LIBRO

Donya si era trovata decine di volte in quella situazione. Per anni si era occupata di rintracciare bambini strappati alle madri e condotti in paesi lontani da padri protetti dall’alibi della religione e dall’oscurantismo delle leggi. Decine di volte aveva affrontato pericoli, il deserto, perfino la prigione pur di restituire un figlio a sua madre. Ogni volta lasciava a casa, a Londra, i suoi quattro bambini con il marito Mahmoud, certa che li avrebbe trovati al ritorno. Si è trovata tante volte in quella situazione, ma adesso è diverso, perché questa volta i bambini sono suoi. Perché un giorno perfino l’impensabile accade. Mahmoud, suo marito, torna in Iraq portandosi via Amira e Aliawi, i due figli più piccoli. E lei, come una tigre ferita, si mette sulle loro tracce. È l’inizio di un’odissea che conduce Donya a Beirut, a Najaf, in una Baghdad distrutta dalla guerra. Quello che ha sempre fatto per gli altri, ora deve farlo per se stessa. Da sola.

 

 

RECENSIONE

Carissimi Amanti dei libri,

oggi vi presento una storia vera, la storia che Donya al-Nahi narra nel suo splendido libro “Nessuno avrà i miei figli”.

L’autrice e protagonista è una donna inglese che giovanissima è attratta da giovani mediorientali, dai loro occhi scuri e dalla carnagione olivastra… la sua passione per il Medio Oriente le è stata trasmessa dalla madre che aveva tantissimi amici arabi conosciuti chissà dove. Il nome con cui l’autrice si firma è il nome arabo che ha scelto dopo la sua conversione all’Islam.

Donya ha le idee chiare sin da adolescente: non vuole studiare, non le interessa fare carriera, vuole solo andare via di casa, avere figli e fare la madre! Era una ragazza decisa e la sua determinazione la porterà a realizzare il suo sogno.

Nella sua vita privata corona il sogno di sposare Mahmoud e così abbraccia il suo amato Medio Oriente anche grazie alle origini del marito, inoltre essendo una grande conoscitrice delle difficoltà che incontrano i mussulmani nell’incontro-scontro con l’Occidente funge da mediatrice in situazioni di conflitto e soprattutto si presta ad aiutare le madri che vengono private dei loro figli.

Infatti è frequente che i mariti portino via i figli alle mogli per portarli lontano dall’Occidente, per farli vivere secondo le tradizioni e l’educazione dei Paesi del Medio Oriente… e il “rapimento” dei figli da parte del padre è lecito perché tutte le leggi sono di matrice patriarcale per cui alla donna non viene riconosciuto nessun diritto, è l’uomo, il padre, il marito a decidere, ad avere voce in capitolo su tutto.

Eppure, Donya, con il suo coraggio e la sua determinazione accompagnerà molte donne in Medio Oriente per ritrovare e portare a casa i figli, resterà lontano dalla sua famiglia, rischierà di finire in prigione…

La sua consolazione e la sua serenità vengono dall’attenzione e la stima del marito che la incoraggia nel suo percorso. Mahmoud si fa sempre carico dei bambini quando Donya è in viaggio per aiutare le madri… che grande fortuna. Ma cosa accadrebbe se un giorno tornando a casa si rendesse conto che suo marito non è diverso dagli altri uomini mediorientali?

Cosa accadrebbe se anche lei si ritrovasse a vivere la situazione che hanno vissuto tutte le donne che ha aiutato?

Quante emozioni contrastanti in questo libro, ma non può che restare nel cuore…

Un libro che prende a schiaffi, che graffia, che fa male ma che allo stesso tempo regala una splendida visione del coraggio di una madre, di una donna, di una guerriera che ben rappresenta la tenacia, la determinazione e la forza di tutte le donne…

Un libro che si legge tutto d’un fiato, che regala emozioni e qualche lacrima, che fa vivere momento dopo momento con Donya e con le vicissitudini che racconta…

Un libro che apre gli occhi su una realtà, forse, poco conosciuta ma che, certamente, fa riflettere…

Un libro dove la forza delle donne sembra non bastare mai quando si parla di leggi patriarcali… sicuramente, fa riflettere ed è un’occasione per aprire il cuore a situazioni che potrebbero accadere anche sul nostro territorio senza che ce ne accorgiamo!

Roberta Salis

 

 

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