Pappagalli verdi

Autore: Gino Strada

Pubblicato nel giugno del 2016

Edito da Feltrinelli

Pag. 158

DESCRIZIONE DEL LIBRO

Gino Strada arriva quando tutti scappano, e mette in piedi ospedali di fortuna, spesso senza l’attrezzatura e le medicine necessarie, quando la guerra esplode nella sua lucida follia. Guerre che per lo più hanno un lungo strascico di sangue dopo la fine ufficiale dei conflitti: quando pastori, bambini e donne vengono dilaniati dalle tante mine antiuomo disseminate per le rotte della transumanza, o quando raccolgono strani oggetti lanciati dagli elicotteri sui loro villaggi. I vecchi afgani li chiamano pappagalli verdi. Questo libro ci consegna le immagini più vivide, i ricordi più strazianti, le amarezze continue dell’esperienza di medico sugli scenari di guerra del nostro tempo.

RECENSIONE

Nulla fa più male della verità specialmente quando è dolorosa, troppo dolorosa per guardarla in faccia…

Carissimi Amanti dei libri,

a volte è necessario affrontare la realtà, anche quando è forte, anche quando fa male e sarebbe meglio nasconderla così da non coinvolgerci troppo ma non si può sempre chiudere gli occhi!

Primo Levi diceva “Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario”… Uso questa frase per parlarvi del libro di Gino Strada “Pappagalli verdi”, un libro capace di aprire gli occhi su realtà molto lontane da noi ma allo stesso tempo vicine perché riguarda persone come noi, vite condannate ad una vita limitata, vite spezzate, vite che diventano oggetto di pietà quando vengono private della dignità…

La guerra, ogni guerra in ogni tempo miete milioni di vite e incalcolabili sono quelle che restano mutilate, sfregiate, segnate per sempre…

«Cosa vorresti fare da grande? Quando ero un ragazzino, rispondevo “il musicista” o “lo scrittore”.

Ho finito col fare il chirurgo, il chirurgo di guerra per la precisione. E ho chiuso da tempo con la nostalgia e il rimpianto di non saper suonare uno strumento né scrivere un romanzo.

Così, quando mi è stato proposto questo libro, ho detto semplicemente: “Mi piacerebbe tanto, ma non ne sono capace”».(Pag. 11)

Pappagalli verdi: cronache di un chirurgo di guerra raccoglie i ricordi delle esperienze vissute da Gino Strada e dai suoi collaboratori in luoghi dove infuriava la guerra e in ogni breve capitolo viene narrato un frammento di ciò che dovevano affrontare per stare al passo con le emergenze del momento in Paesi come il Pakistan, la Cambogia, l’Angola, il Perù, l’Iraq etc.

«Non essendo scrittore, ho cercato di percorrere l’unica via possibile, quella della memoria, e lasciare che fatti e persone, pensieri e sensazioni, si trasformassero in parole scritte».(Pag. 11)

Durante il suo “pellegrinare” da un Paese all’altro per salvare vite umane, sempre con il sostegno della moglie e della figlia che all’epoca era una bambina, Gino Strada ha sempre cercato di mettere al primo posto il suo impegno di garantire una vita migliore per coloro che inermi si ritrovavano ad essere vittime della guerra. Ovunque ha cercato di costruire ospedali anche se spesso venivano presi di mira dalle scorribande di coloro che si facevano la guerra, praticavano interventi chirurgici solo con la luce del giorno e le scarse condizioni igieniche di Paesi dove manca tutto rendeva ogni intervento difficile e incerto!

Certamente ciò che fa più male è sapere che le vittime privilegiate di coloro che fanno la guerra sono i bambini! Già, le mine antiuomo vengono costruite appositamente per sterminare loro e l’Italia fino a pochi anni fa era una delle maggiori produttrici!

Queste mine sono colorate e hanno una forma che ai bambini può sembrare un giocattolo, ma quando le raccolgono o quando inavvertitamente mettono un piede su di esse… BUM! O si perde la vita o si resta privi di qualche arto. Una strage… che non si placherà prima di decenni perché sono milioni quelle disseminate nel mondo e pronte ad esplodere.

Fa male leggere queste pagine e non riesco a credere che si possa arrivare ad odiare tanto un popolo da volerlo sterminare iniziando dai figli… ma questa è la realtà in molte parti del mondo!

Nel libro “Pappagalli verdi” vita e morte camminano a braccetto e commuove come Gino Strada abbia portato ovunque speranza, lui e i suoi collaboratori si sono sempre spesi in tutto e per tutto per aiutare i feriti andando contro le pallottole e cercando di mediare per poter curare la gente ferita…

Forte, straziante e profondamente umano. Le parole di Gino Strada non creano equivoci, le esperienze che narra sono chiare e arrivano dritte al cuore come un pugno improvviso.

“Non mi illudo certo di avere partorito un libro di valore.

Spero solo che si rafforzi la convinzione, in coloro che decideranno di leggere queste pagine, che le guerre, tutte le guerre sono un orrore. E che non ci si può voltare dall’altra parte, per non vedere le facce di quanti soffrono in silenzio”. (Pag. 11)

Roberta Salis

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